Gazzetta del Mezzogiorno, il tempo della solidarietà è scaduto. Servono nuovi strumenti legislativi

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Giannetto, Uil Lecce: “Dobbiamo fare rumore, serve l’intervento del Governo per tutelare i posti di lavoro e il futuro della testata”


Lecce – Dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Andrea Martella, al presidente della Regione Puglia, al suo collega della Basilicata, a tante altre autorità e rappresentanti delle istituzioni. Il mondo politico e sindacale pugliese e lucano si mobilita per cercare di salvare le sorti della Gazzetta del Mezzogiorno dopo che l’editore Ciancio ha annunciato di volerla mettere in liquidazione.

“È con rabbia e profondo rammarico che apprendiamo la decisione annunciata dall’editore della Gazzetta del Mezzogiorno di voler mettere in liquidazione la società editrice del quotidiano. A tutti i giornalisti e i lavoratori della storica testata pugliese, in particolare alla redazione di Lecce guidata da Gianfranco Lattante, voglio esprimere solidarietà e vicinanza: siamo con voi, pronti a sostenervi anche nelle sedi istituzionali”. Lo dichiara Salvatore Giannetto, segretario generale della Uil di Lecce.

“Non possiamo lasciare morire in silenzio – prosegue – un colosso dell’informazione come La Gazzetta del Mezzogiorno, un baluardo di democrazia e libertà irrinunciabile per il nostro territorio, che va tutelato con ogni mezzo. Alla famiglia Ciancio chiediamo di tornare sui suoi passi, giacché a gran voce ha reclamato la restituzione della proprietà della testata. Alle istituzioni locali e al Governo chiediamo un intervento urgente, che possa scongiurare un destino beffardo per il giornale che da 135 anni dà voce e rappresenta le istanze di tutti i pugliesi e i lucani. Non possiamo e non vogliamo rimanere spettatori silenti dinanzi a questo naufragio: dobbiamo fare rumore. Il nostro auspicio è che la classe imprenditoriale di Puglia e Basilicata si faccia avanti, anche tramite cordata, ma è tempo che sia il Governo ad occuparsi di questa complicata vicenda che rischia di far saltare centinaia di posti di lavoro. Un’emergenza nell’emergenza, che richiede attenzione immediata sui tavoli romani. Perché la Gazzetta è bene di tutti – conclude – e tutti dobbiamo impegnarci al massimo per difenderlo”.

Gli addetti ai lavori, in Gazzetta del Mezzogiorno, tuttavia, dichiarano, in una nota: “Siamo costretti a ribadire che il tempo delle solidarietà è scaduto, così come quello dei bizantini tavoli di confronto, delle task force e delle lunghe consultazioni con le parti sociali. Alle istituzioni di Puglia e Basilicata, ai suoi governanti, ai parlamentari e ai nostri rappresentanti al governo rivolgiamo allora un altro invito, l’unico che può realmente mettere in sicurezza i 133 anni di storia del nostro giornale: servono strumenti legislativi che consentano di avviare un corretto percorso di risanamento e serve individuare imprenditori che sappiano raccogliere l’offerta dell’editore Ciancio a cedere l’Azienda a titolo non oneroso a chiunque sia interessato a garantirne la continuità. E serve che accada subito, prima che un qualsiasi arbitro decreti la fine col triplice fischio.

Solo in questo modo, i tanti attestati di solidarietà dimostreranno di essere un gesto di amore concreto per la propria terra e non vuote passerelle di circostanza”.