Novoli, se ne va Duilio Natale, un pezzo di storia della comunità

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Novoli in lutto piange la dipartita di un suo amato e conosciuto figlio, Dulio Natale, 89 anni, pittore, madonnaro, fisarmonicista e personaggio popolare del Comune del Nord Salento.

In tanti, in queste ore, anche per le rigide limitazioni dovute all’epidemia da Covid-19 che vietano la visita anche per l’estremo saluto, lo hanno ricordato sui social: dall’Amministrazione Comunale, al gruppo teatrale “Le fasciddre te la Fòcara”, dall’ex assessore alla cultura ed ex Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni De Luca, al docente di Unisalento Eugenio Imbriani.

In tanti, anche  hanno postato un ricordo dell’uomo e delle sue qualità.

“Oggi è morto Duilio Natale, figura molto singolare di artista girovago, madonnaro, pittore, suonatore di organetto e fisarmonica, nato a Novoli (in provincia di Lecce), nel 1931 – scrive in un post proprio il prof Imbriani -. La sua vita, la sua esperienza avevano attirato l’attenzione di due antropologhe francesi di grande prestigio, Giordana Charuty e Michèle Coquet, che si recarono a Novoli nell’estate del 2016 per cercarlo e recuperare notizie sulla sua attività. Furono giornate molto intense alle quali seguì la mostra, “Omaggio a Duilio Natale”, che ebbe luogo nella stessa cittadina a gennaio 2017, nelle giornate dedicate alla festa di Sant’Antonio, organizzata da Mario Rossi e dalla sua associazione Il Parametro, con la benedizione della Fondazione Fòcara e del Dipartimento di Storia dell’Università del Salento”.

Poi il ricordo personale di Imbriani che si intreccia con l’evento che celebrava la sua vita: “In quella circostanza, il 15 del mese, Giordana e Michéle tennero un memorabile seminario sul tema ‘Ripensare l’arte popolare a partire dal Salento’. Duilio ed i suoi familiari furono sorpresi e contenti di queste attenzioni, poiché eglinon aveva goduto di molti apprezzamenti nel corso della sua esistenza, marchiata dal quel modo così eccentrico di condurla. Ebbi modo di parlare con Duilio (a tratti affabile, a volte restio, ma già stava poco bene), di raccogliere qualche nota dei suoi racconti. Oggi lo ricordo con affetto, con una sua fotografia che scattai in occasione dell’inaugurazione della mostra e il manifesto della stessa, che ripropone uno dei suoi paesaggi fantastici”…