Il caldo anomalo e i suoi effetti: autunno o estate infinita?

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Il caldo anomalo continua a investire l’Italia, in particolare le regioni del Sud. Il 2022 si segnala finora come il più caldo mai registrato dal 1800 con una temperatura addirittura superiore di quasi un grado (+0,96 gradi) rispetto alla media storica  nei primi nove mesi dell’anno. Le temperature elevate dureranno anche per il weekend e il ponte di Ognissanti, fino a toccare in Puglia punte di 30 gradi. Inoltre, a novembre si attendono temperature superiori alla media del periodo di almeno 1°C, secondo la previsione meteorologica del consorzio LaMMA. Questo non significa che non ci possano essere degli episodi di freddo intenso, ma dovrebbero essere brevi. Si parla quindi di autunno più caldo e molto meno piovoso della norma, in una quasi raggiunta tropicalizzazione del clima.

Non esistono più le mezze stagioni, per la strada è possibile incontrare individui col piumino e individui in canottiera, sui social spopolano meme raffiguranti un pandoro fatto di cocomeri e battute sul festival più atteso dagli italiani, che continuando così, non sarà Festival di Sanremo, ma Festivalbar.

Una delle poche- sicuramente la più rilevante- note positive del recente caldo è  il risparmio di gas, che in epoca di caro energia non può che essere una manna dal cielo, poiché il riscaldamento nelle nostre case parrebbe non ancora necessario. Ovviamente temperature così elevate sono decisamente negative nell’ottica della crisi climatica,  fattore scatenante del caldo record che porterà ripercussioni decisamente negative sull’ecosistema. Agli occhi dei più, questo clima è per noi italiani decisamente vantaggioso, poiché ci permette di godere delle giornate calde e soleggiate, di indossare indumenti leggeri e consente ai più fortunati di continuare a tuffarsi nelle acque cristalline dei nostri mari e di vivere come fosse perennemente estate, ma tutto ciò altro non è se non una faccia del riscaldamento globale, che se dovesse insediarsi a lungo termine, avrebbe conseguenze preoccupanti sugli ecosistemi, le quali inevitabilmente danneggerebbero il benessere degli esseri umani, parliamo della riduzione dei ghiacciai, della diminuzione dell’estensione, dello spessore e della permanenza del manto nevoso, con conseguenze sia in alta quota sia a valle, soprattutto in termini di disponibilità di risorsa idrica, con conseguente innalzamento del livello del mare e via dicendo.

Non possiamo più pensare che tutto ciò non ci tocchi, al contrario, gli effetti della crisi climatica sono diventati oramai più che tangibili, lo confermano le parole di Coldiretti Puglia, che ha dichiarato “Con la prospettiva di una novembrata di Halloween con caldo record e assenza di pioggia sono a rischio le semine di ortaggi, foraggere e grano nei terreni induriti da un 2022 anomalo in cui si registrano precipitazioni ridotte di un terzo anche se più violente.” Per Coldiretti, inoltre, “Il caldo perdurante e fuori stagione sta mettendo a rischio l’uva da tavola non ancora raccolta sotto i tendoni, dove le temperature raggiungono picchi troppo alti per garantire la conservazione del prodotto. Per gli ortaggi e le semine sono balzati alle stelle i costi di carburante per l’irrigazione e in difficoltà per l’allarme siccità fuori stagione sono in realtà tutte le colture in campo a causa della maturazione contemporanea degli ortaggi, come cime di rape, cicorie e finocchi pronti alla raccolta già ad ottobre con i prezzi in campo in discesa libera.”

Si tratta di una situazione allarmante se si considera che nel 2022 in Puglia la siccità ha causato un calo del 30% delle rese per il grano e l’avena, del 25% per i legumi, ma anche la maturazione contemporanea delle diverse varietà di frutta e ortaggi, dove le primizie e le varietà tardive sono maturate praticamente assieme, invadendo il mercato che non ha assorbito le produzioni. Ma gli effetti sono stati evidenti anche sul settore olivicolo, con il caldo durante la fioritura e la siccità che hanno compromesso l’allegagione (ovvero la fase iniziale dello sviluppo dei frutti successiva alla fioritura) con una stima di un calo sensibile della produzione di olive del 50% in Puglia.

 Inoltre, il caldo di questi giorni sta aumentando l’evaporazione e quindi la disponibilità di acqua in atmosfera. Con l’arrivo della prima, normale, perturbazione autunnale potrebbero verificarsi nuovi fenomeni di precipitazioni estreme.

In un’ottica così funesta, cosa dobbiamo aspettarci dall’inverno? Le previsioni sono contrastanti: alcuni esperti affermano che l’inverno sarà caratterizzato da clima mite, con un’ondata di freddo intenso attesa per il mese di dicembre; al contrario, i più speranzosi sostengono che il caldo degli ultimi tempi è solo la conseguenza di un anticiclone Nord Africano, presumibilmente lo stesso che ha causato il caldo estremo dell’estate 2022, ma che il freddo non tarderà ad arrivare. Non ci resta che attendere, divisi tra coloro che, ignorandone gli svantaggi, sono dalla parte del caldo e delle bollette basse e coloro che si preoccupano per la stagione sciistica,  per le colture e per gli effetti che tutto ciò produrrà sul clima.