Quando le mani realizzano cose buone

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Un noto aforisma attribuito a San Francesco recita: «Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista».

Provate ad immaginare le mani di 5 donne (10, con ben 50 dita) che riescono a far rivivere l’antico rito della preparazione del pane esprimendosi anche attraverso dialetti salentini, il corpo e il canto. Le attrici sono all’opra riprendendo i gesti della tradizione: dall’impasto di farina e acqua all’infornata, creando sopra un tavolo (mattrabanca) delle pupe di pane, sorta di bambole realizzate in attesa della Pasqua, rievocando l’usanza di un dono bene augurale per i bambini, mettendoci oltre alla recitazione molto cuore.

Tutto ciò si traduce in uno spettacolo teatrale dal titolo PUPE DI PANE, interpretato da Angelica Dipace, Benedetta Pati, Giulia Piccinni, Antonella Sabetta e Carmen Ines Tarantino con la regia di Tonio De Nitto, i costumi di Lilian Indraccolo, le scene e le luci di Dario Rizzello, curato e coordinato da Franco Ungaro e prodotto da AMA-Accademia Mediterranea dell’Attore di Lecce che ormai da alcuni anni viene proposto nel Salento.

Parliamo di questa rappresentazione per evidenziare che il teatro salentino è apprezzato anche fuori, com’ è accaduto il 7 agosto scorso con la partecipazione del gruppo al Nisville Jazz Theater Festival di Niš in Serbia aggiudicandosi il premio per la migliore interpretazione con la seguente motivazione: «Le cinque attrici hanno colpito l’immaginario collettivo del pubblico, raccontando storie che appartengono alla memoria di ognuno di noi».

I giurati hanno inoltre sottolineato: «il concept della performance, che mescola in modo originale linguaggio verbale, fisico e canto, il tutto al servizio di un rito, quello della preparazione del pane, che ci riporta a suoni e gesti antichi, universali e sempre vicini a noi». Nel complimentarci con coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo importante risultato aspettiamo di vedere lo spettacolo in giro per tutta Italia, certi che esso fa scoprire, soprattutto ai più giovani, un mondo colorato e caleidoscopico qual è la nostra terra.

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Compositore, Direttore d’Orchestra, Flautista e Musicologo. Curioso verso ogni forma di sapere coltiva l’interesse per l’arte, la letteratura e il teatro, collaborando con alcune riviste e testate giornalistiche. Docente presso il Conservatorio di Perugia, membro della SIdM (Società Italiana di Musicologia), socio dell’Accademia Petrarca di Arezzo, dal 2015 ricopre l’incarico di Direttore artistico dell’Audioteca Poggiana dell’Accademia Valdarnese del Poggio (Montevarchi-Arezzo).

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