“Oltre lo spazio”: otto detenuti in scena a Borgo San Nicola per una nuova produzione firmata Koreoproject

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Lecce – Martedi 29 e mercoledi 30 giugno la Casa circondariale “Borgo San Nicola di Lecce ospita lo spettacolo conclusivo del laboratorio “Oltre lo Spazio” a cura di Koreoproject con la direzione artistica e la regia di Giorgia Maddamma e il coordinamento di Sara Bizzoca, inserito nel progetto Inner Tanz, vincitore del “Programma straordinario 2020 in materia di cultura e spettacolo” della Regione Puglia. Sul palco otto detenuti, che in questi mesi hanno seguito alcuni laboratori tematici, saranno in scena con le danzatrici Sara Bizzoca e Ambra Berni Canani,accompagnati dalla musica dal vivo del contrabbasista e compositore Marco Bardoscia.

L’Associazione Koreoproject, nata nel 2005 con sede a Lecce, molto attiva sul territorio pugliese, ha prodotto numerosi spettacoli di danza contemporanea e teatro danza, stretto collaborazioni con Accademie, Enti Pubblici e Università nazionali ed estere e creato sinergie con artisti di vario genere, tra danzatori, attori, registi e musicisti di fama internazionale. L’Associazione svolge, oltre all’attività di produzione, anche promozione e diffusione dello spettacolo dal vivo, occupandosi di organizzazione di performance di danza, musica, teatro e altri linguaggi, di residenze artistiche a supporto della produzione in ambito coreutico e teatrale e una pluralità di ulteriori iniziative volte ad avvicinare il pubblico alla creazione artistica contemporanea, nazionale e internazionale in tutte le sue forme e manifesta-zioni. È impegnata anche nell’attività artistica-educativa in ambito sociale, collaborando con l’Istituto Penitenziario di Lecce, per il quale organizza e gestisce laboratori didattico-artistici finalizzati al recupero e reinserimento in società dei detenuti, ma anche e soprattutto alla messa in scena di spettacoli aperti al pubblico in cui detenuti e artisti della compagnia Koreoproject interagiscono.
 
Oltre lo spazio” è il titolo del nuovo viaggio d’arte, riguarda la memoria dei luoghi, lo spazio vissuto e quello percepito, quello sognato e quello toccato. “Parleremo di come la percezione di esso sia cambiato per noi durante la quarantena, nelle case come nelle celle.  Lo spazio che viviamo si trasforma in relazione al nostro modo di vivere, i luoghi che attraversiamo diventano una cartina geografica delle esperienze e delle emozioni ad essi associati”, sottolina Giorgia Maddamma. “A differenza della “memoria classica” che si attiva per ricordi cognitivi, quella corporea lo fa con veri e propri ricordi fisici, attraverso le sensazioni e le reazioni fisiologiche. Ecco perchè il nostro linguaggio, quello del movimento, esprime la purezza del nostro essere”, prosegue. “I ricordi sono alla base di ciò che siamo pensiamo e percepiamo. Per quanto scienza e psicologia abbiano fatto notevoli passi in avanti, ancora non è del tutto chiaro come funziona la memoria: a volte il tuo cervello dimentica pezzi importanti e, al contrario, non cancella mai ciò che invece vorresti dimenticare. Attraverso il nostro linguaggio artistico nei lavori con i detenuti raccontiamo, universalizzandole, i ricordi di ognuno dei partecipanti, raccontandole in musica e in movimento”.
 
A causa delle attuali restrizioni anticovid19 l’accesso allo spettacolo è consentito al pubblico interno della Casa Circondariale o su invito.