International Jazz Day, un giorno per festeggiare la musica

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JazzDayLecce – In occasione della “Giornata Internazionale Unesco del Jazz”, il prossimo giovedì 30 aprile, alle ore 20.45, nella sala della Comunità Cine-Teatro Antoniano di Lecce si terrà un concerto a tema affidato alle cure della classe di Canto Jazz del Conservatorio di Lecce, tenuta dal M° Gaetano Riccobono, e della “SWING BIG BAND” diretta dal M° Luigi Bubbico. 

Il Jazz è una forma di musica nata, all’inizio del Novecento, dall’incontro tra la cultura africana e quella europea. Inizialmente propagatosi nel sud degli Stati Uniti si è poi diffuso in tutto il mondo ed oggi è diventata un’espressione artistica che parla molte lingue, un vero e proprio mezzo di comunicazione che trascende le differenze di razza, religione, etnia o nazionalità e che costituisce un formidabile strumento di dialogo interculturale e di pacifica coesistenza. Per questi motivi l’Unesco ha deciso di celebrare il 30 aprile di ogni anno in tutto il mondo la “Giornata Internazionale del Jazz”.

Sull’onda ritmica e melodica di alcuni jazz standard di noti esponenti del genere, da Glenn Miller a Benny Goodman, Jimmy Dorsey,Duke Ellington, il concerto si aprirà con “Two o’ Clock Jump” (1939) di Count Basie, mitico pianista, compositore e direttore d’orchestra jazz.Seguiranno “Don’t be that Way” (1938), un classico dell’era Swing e la celebre “Moon River” (1961) di Henry Mancini, dalla colonna sonora del film Colazione da Tiffany.

Il programma proseguirà con “Stompin’ at the Savoy” (1936) di Benny Goodman, clarinettista, compositore e direttore d’orchestra, “Do Nothin’ Till” (1947) e “Sophisticated Lady” (1932) del grande Duke Ellington.

In scaletta anche il popolare ballabile “In the Mood” (1939) che Glenn Miller elaborò per intrattenere e distrarre i soldati impegnati in guerra, “My Reverie” (1938) di Larry Clinton, tema dall’omonimo brano di Debussy, e “Love is a Many Splendored Thing” di Sammy Fain, motivo conduttore della colonna sonora (1955) dell’omonimo film L’amore è una cosa meravigliosa, poi ripreso con grande successo dal trombettista Eddie Calvert, da Frank Sinatra e Nat King Cole.

A seguire “Johnson Rag” (1950) di Jimmy Dorsey, virtuoso del sax e del clarinetto, “Pennsylvania 6-5000” (1940) di Jerry Gray/Glenn Miller e “Body and Soul” (1930) di Johnny Green, canzone poi vocalmente reinterpretata da Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, Billie Holiday e Frank Sinatra.

Chiuderanno la serata “Blues on Parade” (1939) del clarinettista, sassofonista, cantante e direttore di Big Band Woody Hermann, il cui tema base è tratto dal “Cujus animam” dello “Stabat Mater” di Rossini, e il celebre “Sing, Sing, Sing” (1936), in origine “Sing, Bing, Sing” in riferimento a Bing Crosby. Nelle parole dello stesso Goodman: «Sing, Sing, Sing […] era una grande cosa e senza di esso nessuna serata poteva dirsi completa».

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