Il 24 luglio a Lecce va in scena Enrico Lo Verso con “Uno Nessuno Centomila”

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A tre anni dal debutto, dopo 400 repliche nei più importanti festival e teatri nazionali ed internazionali e oltre 350.000 spettatori, torna in PUGLIA


Lecce – Lo spettacolo si inserisce nell’ambito della rassegna METTI UN LIBRO A TEATRO, format di ERGO SUM PRODUZIONI che unisce luoghi di cultura, grandi capolavori della letteratura e interpreti di fama internazionale, per raccontare al pubblico il valore dei testi classici, anche grazie ad incontri gratuiti pre serali che introducono alle messinscena.

Oltre ad “Uno Nessuno Centomila” la rassegna quest’estate porterà in Puglia altri due nuovi spettacoli firmati dall’autrice, regista e produttrice salentina Alessandra Pizzi: ad AGOSTO la prima nazionale di “LEONARDO… L’Uomo Nuovo”, con Giorgio Marchesi, e a SETTEMBRE quella di “ULISSE E IO”, con Paolo Briguglia e Sade Mangiaracina.

METTI UN LIBRO A TEATRO è inserita all’interno del calendario “MUSE MUSEI MUSICHE” della rete dei Poli biblio-museali della Regione Puglia.

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Enrico Lo Verso, dopo dieci anni di assenza dalle scene, tre anni fa scelse di tornare a teatro per dar corpo e voce ai personaggi di uno dei più celebri romanzi del suo conterraneo Luigi Pirandello, UNO NESSUNO CENTOMILA, nell’adattamento proposto e diretto da Alessandra Pizzi. A tre anni dal debutto (il 29 luglio 2016 a Lecce), dopo 400 repliche nei più importanti festival e teatri nazionali ed internazionali e oltre 350.000 spettatori, l’attore palermitano torna in Puglia proprio con lo spettacolo con cui ha reso omaggio ad uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi.

Mercoledì 24 luglio, appuntamento a LECCE nella Biblioteca Provinciale “Bernardini” dell’ex Convitto Palmieri (Via Umberto I, 13), con inizio alle ore 21.00. Lo spettacolo apre la rassegna METTI UN LIBRO A TEATRO organizzata dalla ERGO SUM PRODUZIONI di Alessandra Pizzi, con l’intento di realizzare una rete tra teatri, biblioteche e luoghi della cultura dei comuni pugliesi interessati nella messa in scena di grandi classici della letteratura, avvalendosi di interpreti di fama internazionale. Obiettivo è raccontare al pubblico il valore di un patrimonio talvolta inesplorato, anche grazie ad incontri gratuiti pre serali che introducono allo spettacolo teatrale.

Oltre ad UNO NESSUNO CENTOMILA la rassegna METTI UN LIBRO A TEATRO, inserita, tra l’altro, all’interno del calendario di eventi dal titolo “MUSE MUSEI MUSICHE” della rete dei Poli biblio-museali della Regione Puglia, quest’estate porterà in Puglia altri due nuovi spettacoli firmati dall’autrice, regista e produttrice salentina Pizzi: ad AGOSTO la prima nazionale di “LEONARDO… L’Uomo Nuovo”, con Giorgio Marchesi, e a SETTEMBRE quella di “ULISSE E IO”, con Paolo Briguglia e Sade Mangiaracina, con tappe a Foggia, Brindisi e Lecce.

Per ogni spettacolo di METTI UN LIBRO A TEATRO programmato è previsto un pubblico incontro, in programma alle ore 19.00 dello stesso giorno, in cui gli artisti protagonisti (attori e regista), assieme a rappresentanti del Polo biblio-museale ospitante, avvicineranno il pubblico al testo che sarà portato in scena (l‘incontro è ad ingresso gratuito, la partecipazione allo spettacolo prevede l’acquisto di un biglietto). Domani a Lecce saranno proprio Enrico Lo Verso e Alessandra Pizzi ad incontrare il pubblico e a parlare del capolavoro pirandelliano alle ore 19, nella stessa location che accoglierà lo spettacolo.

“Non volevo fare teatro” dichiara Lo Verso “perché mi annoiava, troppo pieno di gente che piuttosto che dare al pubblico prende. Così quando Alessandra Pizzi (che non conoscevo) mi ha proposto lo spettacolo, le ho detto: no, grazie. Mi ha convinta con questa determinazione a mettere in scena un monologo, tratto addirittura da un libro. Ho letto il testo è  ho sentito che, almeno per senso del dovere, andava fatto”. E continua “Non mi viene mai di dire vado in Puglia, ma torno in Puglia. La sento la mia casa. E’ qui che tre anni fa questo progetto ha preso forma”. 

Obiettivo è raccontare al pubblico il valore di un testo classico e la sua funzione di insegnamento perenne. In tre anni di tournèe abbiamo raccolto testimonianze di giovani spettatori che dopo aver  visto lo spettacolo, hanno scelto di laurearsi con una tesi su Pirandello,o di librerie cittadine che giorni prima della messa in scena hanno venduto tutte le scorte (e i riassortimenti) del romanzo. Perché se il teatro non ha la presunzione di insegnare nulla a nessuno, deve almeno tendere a creare occasioni di riflessione” dice Alessandra Pizzi.

UNO NESSUNO CENTOMILA. Acclamato dalla critica e dal pubblico soprattutto dei più giovani, lo spettacolo, che da oltre un anno sta percorrendo l’Italia in una lunga e fortunata tournée che sino ad ora ha registrato il sold-out quasi ovunque, ha di recente ricevuto a Busto Arsizio il “Premio Delia Cajelli per il Teatro”, nell’ambito della Seconda Edizione delle Giornate Pirandelliane promosse dall’associazione Educarte in collaborazione con il Centro Nazionale Studi Pirandelliani di Agrigento. Nella scorsa stagione, invece, ha vinto il Premio Franco Enriquez per la migliore interpretazione e la migliore regia.

UNO NESSUNO CENTOMILA è l’adattamento teatrale della storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita a partire da un dettaglio minimo, insignificante. Il pretesto è un appunto, un’osservazione banale che viene dall’esterno. I dubbi di un’esistenza si dipanano attorno ad un particolare fisico. Le cento maschere della quotidianità lasciano il posto alla ricerca del Sé autentico, vero, profondo. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi e nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila per cercare l’uno, a volte può significare fare i conti con il nessuno. Ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporarla, la vita.

“Avrei voluto che Pirandello fosse vivo – spiega Alessandra Pizzi, per mostrargli la grandezza della sua parola e l’attualità del suo pensiero che immobilizzano il pubblico ad ogni spettacolo e chiedergli se fosse mai stato consapevole delle conseguenze che avrebbe potuto produrre la tumultuosa portata di quel suo messaggio.

Di qui l’idea di una nuova ed originale messa in scena volta a rendere la perennità del pensiero pirandelliano, l’atemporalità del protagonista uomo di ieri, di oggi, di domani”.

In forma di monologo, il testo è affidato al racconto e alla bravura interpretativa di Enrico Lo Verso che, dopo anni di assenza dal teatro, è tornato sul palcoscenico per dar vita ad un contemporaneo Vitangelo Moscarda, l’uomo “senza tempo” e ai personaggi del romanzo pirandelliano, in un allestimento minimale ma mutevole in ogni contesto. Una sorta di seduta psicoterapeutica da cui si viene irrimediabilmente attratti, per affondare le mani nella propria mente, inconsapevoli degli scenari che potrebbero aprirsi.