Primavera … novolese

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Amministrative 2015 Uno sguardo alle listeGémmea l’aria, il sole così chiaro che in questi giorni risveglia i nuovi virgulti e riscalda gli animi per rinvigorirli dal lungo torpore invernale sembra essere metafora del #sol dell’avvenire che si prepara a risplendere sulla nostra #Novoli, carica di energie nuove, fresche, giovani e audaci.

Ormai la campagna elettorale per le prossime consultazioni amministrative del 31 maggio ha acceso in paese il fuoco della competizione tra i diversi schieramenti politici e cittadini, ovvero tra destra e destra (Kramer contro Kramer!) e destra/destra e sinistra.

I nomi si inseguono quanto agli auspici; le riflessioni si alternano tra il prima e il dopo, sul quanto e sul come si è fatto e/o si sarebbe potuto fare in questi due lustri di mandato politico-amministrativo a dir poco marziani, durante i quali un’intera generazione è nata e cresciuta in modo direttamente e indirettamente proporzionale alla Fòcara.

Si, proprio quella Fòcara, per qualcuno panacea di tutti i mali paesani rimasti ahimè irrisolti, la cui mastodontica ombra e i cui fumi hanno annebbiato, se non proprio oscurato la vista e impedito di guardare oltre, su quanto di buono, bello, utile e interessante potrebbe e può sicuramente offrire il nostro paese.

Quegli stessi ragazzi, oggi maggiorenni e pronti alla loro prima esperienza di voto, si ritroveranno, dunque, attoniti, sperduti e confusi di fronte ad una campagna elettorale bambinescamente imbrattata di fango proprio da chi nel corso delle maratone pro-focara e nei Protocolli d’Intesa ha blaterato ai quattro venti la volontà di “…far questo per inculcare nelle nuove generazioni il senso della riscoperta e dell’appartenenza alle proprie radici storico-culturali-religiose” e per consegnare loro il dono della memoria e della propria identità. Peccato poi che riemerga come sempre l’ipocrisia e la contraddizione di chi, già volendo ma non potendo candidare figli e nipoti (sarebbe stato troppo palese!), gioca a nascondino schierando qualche ragazzotto azzimato e considerando “incapaci” quegli altri giovani novolesi, già affermati professionisti, ciascuno nel proprio settore di competenza non solo in cinta ma anche fuori le mura, i quali, pieni d’entusiasmo e voglia di fare e rinnovare, hanno pensato di rendersi e rendere #Novoli e ogni #novolese #protagonista della propria storia e del proprio futuro riunendo idee e progetti in una nuova lista già di per sé sostenuta e incoraggiata da gran parte dei cittadini novolesi (e non!!!), stanchi di dieci anni di… autoreferenzialità.

Una nuova compagine che, a detta di voci e sondaggi ufficiali e sottoufficiali, trova in #Gianmaria Greco sia il candidato #sindaco per naturale diritto a successione, dopo due mandati da vice, sia ideale in quanto unico interlocutore aperto, pronto e disponibile ad accogliere idee, progetti e istanze di ogni tipo provenienti dal paese; colui che, pur stando gomito a gomito con sindaco e assessori uscenti, non ha mancato di sgomitare in molti casi (e lo sappiamo benissimo) per far sentire la sua voce contraria e dis-giunta alle altre.

E la sua voglia di rottura col passato e con gli oramai “passati” trova ragion d’essere proprio nel nuovo gruppo di candidati alle prossime comunali formato da giovani cittadini, freschi di idee e progetti innovativi per dare una nuovissima e innovativa sferzata e sterzata ad un paese che, per quanto possiede non può permettersi di assurgere agli onori delle cronache solo tre giorni l’anno, come per il cimitero agli inizi di novembre, per poi ri-cadere… nelle buche dell’oblio.

Purtroppo, la storia insegna che il nuovo che avanza, soprattutto se giovane, ha fatto sempre paura al vecchio in decadenza il quale, di contro, cerca di escogitare ogni cosa pur di conservare intatta la gestione del potere, magari ritenendo i giovani “incapaci di amministrare la cosa pubblica”, quando invece, nonostante la decennale esperienza, i “vecchi” non hanno apportato alcuna miglioria in paese ma solo “buche”. Certamente è normale temere i giovani, soprattutto quando godono di buona reputazione umana, intellettuale e professionale; quando percorrendo in lungo e in largo da anni le vie cittadine riescono con il semplice sorriso a coprire, se pur per un istante, le falle di un’amministrazione a rappresentanza monarchica e autarchica che sin dall’inizio, conquistato il potere, si è chiusa a riccio contro ogni forma di dialogo e di proposte provenienti dall’esterno.

Ebbene: nel famoso andazzo dei corsi e ricorsi storici si ripresenta quanto già avveniva nel mondo antico quando la iuventus, collocata tra i venti e i trent’anni, era considerata come l’età della “ferocia” da utilizzare esclusivamente nell’arte della guerra, mentre la leadership doveva essere “detenuta” dai più maturi, dagli anziani.

Purtroppo, non ci si accorge, o si finge di non vedere, che, sulla scia della “primavera araba”, siamo ormai entrati in quella fase che il filosofo Roberto Esposito chiama “biopolitica” nella società contemporanea: ovvero della fine del regime sovrano e autoritario dei “padri” e della nascita della “democrazia dei fratelli” nella quale si assiste alla ribellione dei figli che tendono e vogliono volgere in positivo un vitalismo opposto a quello autodistruttivo, tragico e tanatologico, come accaduto per Novoli.

Già nel ‘500 Machiavelli, col suo pensiero politico in controtendenza rispetto all’idea sociale e politica del Rinascimento, riteneva la giovinezza fonte necessaria per l’agire politico, e la forza dei giovani unita alla ratio politica, ovvero al buon governo a favore della “polis”, poteva e può trasformarsi nella ferrea volontà di cambiare e rinnovare le sorti del governo della città, forte anche di quella credibilità politica e normativa che i “vecchi” (intesi anagraficamente e intellettualmente) ormai hanno perduto. Pertanto, se già Machiavelli sosteneva nel ‘500 il #rinnovamento dei ceti sociali, politici e generazionali, a maggior ragione esso diventa quanto necessario e auspicabile ai giorni nostri e nella nostra Novoli.

Occorre che i concittadini comprendano, come di fatto hanno già compreso da tempo, che per eliminare la nostrana e decennale “xilella fastidiosa” bisogna “tagliare i rami secchi” per dare la possibilità a nuovi virgulti di esprimere in tutta la loro interiore e intellettuale fresca bellezza la volontà di #rinnovare un paese che, pur volendo ripetermi, ha tanto e ancora tanto da offrire e da ri-scoprire.

Il destino di Novoli è nelle mani dei giovani. Solo i giovani possono trovare l’entusiasmo e la forza persi dai “vecchi” e riscattare le sorti del paese. Il rinnovamento farà la differenza e sarà l’arma vincente contro la rassegnazione e anni di stasi.

Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno.  Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di Paisemiu.com

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