All’amata zia Rina

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Chiara Tondo

Scrivo perché avverto il forte desiderio di ricordarti, perché è doveroso farlo… perché già mi manchi!

Ero una bambina di appena sei anni quando ti vidi per la prima volta presa per mano al mio papà, che di te raccontava spesso perché eri stata la sua insegnante di lettere alla scuola media.

Da quel giorno, quando potevo, tra una lezione di pianoforte e qualche altro “impegnuccio” pomeridiano, rientravo da scuola e trascorrevo i pomeriggi con te che mi seguivi nei compiti, e le lezioni andavano oltre le pagine scritte dei libri, oltre il sapere, oltre…

Giunta alle superiori mi insegnasti il latino, a tradurre Cesare, Seneca, Ovidio… come se recitassi a memoria la preghiera della sera e in classe, non c’era nessuno più bravo di me!

Poi arrivò la laurea e anche lì, mi seguisti e correggesti la mia bozza come neppure il mio relatore seppe fare!

Arrivarono le nozze e decidemmo che avresti testimoniato davanti a Dio il nostro amore, che avevi visto crescere negli anni e di cui eri davvero felice.

Qualche anno dopo nacque Marco e subito t’innamorasti di quel bambino a cui hai fatto tanti regali, accompagnati sempre da un bigliettino in rima perché mi ripetevi: “Ricordati cara che non può un oggetto da solo esprimere la gioia del dono che fai… Lo devi scrivere, solo così chi lo riceve, può gioire davvero per quello che leggerà!”

Mi affascinava guardarti quando, attenta, parlavi della vita e dei suoi insondabili misteri… ammiravo il tuo modo di essere, sempre così cordiale, disponibile e sorridente con tutti.

Avevi ricevuto da Dio il dono di saper ascoltare e cogliere il significato di ogni sguardo. Sapevi mettere a proprio agio ogni persona, creando intorno armonia e pace.

Per non parlare della tua sconfinata cultura, del tuo infinito sapere, del modo elegante di tenere conversazioni di ogni genere.

Hai fatto scuola fino all’ultimo e alla scuola hai dedicato la tua vita, hai educato ed istruito intere generazioni di professionisti che, oggi, ti ricordano come la migliore insegnante di latino e greco, una “prof” severa ma eccezionalmente preparata… un’enciclopedia vivente!

Ti devo molto zia Rina mia, per avermi anzitutto amata e apprezzata. Per avermi aiutata a crescere anche moralmente e spiritualmente grazie ai tuoi preziosi consigli. Per avermi regalato sempre sorrisi, anche nei momenti più difficili. Per avermi incoraggiata ad andare sempre avanti a testa alta, amando Dio e lodandolo in ogni caso. Per avermi insegnato a diventare una persona buona e gentile come lo eri tu.

E, infine, un ultimo frammento di pensiero per ricordarti ancora, per scrivere di te, per continuare a sorridere emozionandomi mentre rileggo i versi di una tua bellissima poesia, provando gusto e magari ritrovandomi in quelle parole che sanno di magia e di libertà.

“Non mi basta un’ala di riserva! Vorrei un paio d’ali agili, sottili, svettanti per volare alto, lontano da terra. Donami, o Dio, te ne prego, un paio d’ali stillanti d’amore che mi faccian volare su in alto verso di Te, nel tuo cielo”.

Ciao zia Rina, ti voglio bene.

Maria Luisa Potì