Novoli, il Comune si candida ad Ente accogliente per il Servizio Civile Universale

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Si avvia verso la fase conclusiva il progetto con cui il Comune di Novoli aderisce, in qualità di Ente accogliente, al Servizio Civile Universale, attività di rete in cui il comune capofila è la città di Brindisi ed al quale hanno aderito Campi Salentina, Francavilla Fontana, Latiano, San Pancrazio, San Pietro Vernotico ed appunto Novoli, rete già accreditata presso la Regione Puglia.

“L’area di intervento individuate, sul territorio comunale che ha l’obiettivo di accogliere i ragazzi e le ragazze che vorranno vivere questa esperienza – spiega l’assessore al ramo Sabrina Spedicato che ha seguito l’intero progetto – punta a rafforzare l’attività del settore “Patrimonio storico, artistico e culturale”. L’area d’intervento infatti è quella relativa al segmento definito ‘NovoliCulturalCentro’, e prevede l’impiego totale di 4 operatori volontari che saranno selezionati con colloquio on-line a causa dell’emergenza epidemiologica. Colloquio che avverrà a fine aprile prossimo”.

Soddisfatta si è detta la stessa amministratrice novolese che ha spiegato che al progetto si sono candidati appunto ben 15 tra ragazzi e ragazze.

«Il Servizio Civile Universale rappresenta un’opportunità per i giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni, poiché offre l’opportunità di dedicare fino ad un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico, per il bene di tutti e di ciascuno – dichiara Spedicato -. Esso ha per i giovani una forte valenza educativa e formativa, rappresentando un’importante e spesso unica occasione di crescita personale e un’opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, nonché contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico delle comunità. Chi sceglie di impegnarsi nel Servizio Civile Universale – conclude – sceglie di aggiungere una esperienza qualificante al proprio bagaglio di conoscenze, spendibile nel corso della vita lavorativa, quando non diventa addirittura attività di lavoro, e nel contempo assicura una sia pur minima autonomia economica».