L’immigrazione è un problema o cosa?

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Uno dei temi più trattati, discussi e su cui si urla in questo nostro tempo è quello dell’immigrazione. Un argomento così importante da risultare centrale nelle campagne elettorali di tutta Europa, dall’Italia all’Austria, per passare dalla Francia e dalla Germania.

Tanti sono i numeri che circolano, tante le tesi su come risolvere una emergenza trascinata da anni, tanti gli approcci su questo tema, tra percezione e realtà. In Italia, Lega e Movimento 5 Stelle stanno agendo oggi, nel solco tracciato in passato da destra e sinistra nell’alternanza al governo.

E’ veramente un’invasione come dice la destra nazionalista, o invece ad aver ragione sono gli istituti di statistica e chi nell’immigrazione ci lavora a più titoli? A chi giova la propaganda dell’invasione e l’immigrazione?

E’ analizzando i dati di istituti specializzati che la realtà tende ad essere più chiara. Dall’Istat all’Unhcr – l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, i numeri degli immigrati sul territorio nazionale ridimensionano molto la percezione degli italiani: sebbene in Italia gli immigrati siano l’8,5%, per gran parte dell’opinione pubblica la loro presenza si attesterebbe intorno al 25%, anche se tale percentuale si presenta reale in alcune città italiane. Inoltre, la retorica dell’invasione risulta ancor meno credibile quando i dati vengo rapportati a quelli di altri Stati europei: l’incidenza dei migranti sulla popolazione è infatti diverse volte minore anche rispetto a nazioni più piccole.

Risolvere una situazione di tale delicatezza non è certamente la cosa più semplice del Mondo. Non lo è, soprattutto, se si tratta l’immigrazione come un problema securitario ed emergenziale. Perché è proprio questo che succede, sin dalla Turco-Napolitano. Tra coloro che hanno la responsabilità di gestire l’immigrazione, vi è, insomma, chi la osserva come un fenomeno da cui difendersi, alimentato le reazioni di gruppi internazionali (alla Soros) che paventano una sostituzione etnica. E perché alimentano questo punto di vista? Il motivo è relativamente semplice: rende molto alla destra in termini di consensi nella perpetua campagna elettorale che investe il nostro Bel paese. Rende, attribuendo ogni male al “nemico” immigrato. ma c’è di più. Rende spostando l’attenzione dai problemi più immediati e concreti, che nulla hanno a che vedere con gli immigrati.

Un’incidenza economica, però, esiste: la concorrenza al ribasso dei salari. Che si intende? Il grande capitale sfrutta questo effetto collaterale di attività internazionali anche violente, per abbassare i salari generali, creando sfruttamento e illegalità.

In sintesi? L’invasione dei migranti non esiste, ma esiste chi la sfrutta a proprio piacimento. E’ questione fortemente strumentalizzata dai politici. C’è infatti chi ne fa una propaganda attribuendo la responsabilità agli immigrati stessi, quasi fossero loro a tenere le fila della gestione. C’è chi ne trae profitto, grazie all’utilizzo di braccia senza diritti nell’agricoltura. A pagarne le spese, sono proprio questi uomini e queste donne che diventano “fantasmi” una volta usciti dai circuiti dell’accoglienza e non riescono a lasciare l’Italia. “Come pensare di fermare le onde con le mani”.