Amministrative 2014 – A Copertino, un operatore della cultura al servizio della città

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Cosimo LupoCopertino (Le) – “Ho ceduto alla richiesta di Anna Cordella e Sandrina Schito di entrare in lista per la carica di consigliere comunale, non son capace però di fare il “porta a porta” a raccontare ciò che farò io porto in dote ciò che ho fatto e faccio da sempre, l’operatore culturale e l’editore, sono copertinese e Amo la mia Città. Mi spiace che Copertino sia stata mortificata al punto che nessuno speri più in una possibile rinascita Culturale e Civile”.

Cosimo Lupo, editore ed operatore culturale come ama definirsi, nato 51 anni fa a Copertino luogo da cui non si è mai spostato; marito di Rossana e padre di Michele e Chiara, così ha comunicato ai suoi concittadini attraverso le pagine del social per antonomasia la sua decisione di partecipare attivamente alla competizione elettorale.
Lo abbiamo incontrato perché ci raccontasse di lui, delle aspettative che nutre in questa competizione elettorale e dei suoi propositi nel caso fosse chiamato al difficile compito di amministrare la sua città.

Cosimo Lupo, candidato con Sinistra Ecologia e Libertà, che sostiene Sandrina Schito  in corsa per la carica di Sindaco alle prossime amministrative a Copertino: ci vuole raccontare le motivazioni della sua scelta?

Io credo di aver sempre fatto politica nel corso della mia vita, pur non essendomi mai candidato direttamente. In questa occasione, quando il gruppo di persone che io stimo molto, mi ha chiesto di dare il mio contributo in prima persona significandomi tutto il loro apprezzamento, ho capito che era giunto il momento di abbandonare tutte le remore, ed ho deciso di buttarmi in questa magnifica ed allo stesso tempo terrificante avventura. Ho scelto Sandrina Schito con cui ho avuto modo di interagire nella sua passata esperienza amministrativa, cogliendo la sua predisposizione all’ascolto degli altri, dote abbastanza rara in un politico. Grazie alla sua attenzione nei confronti delle mie istanze, ho potuto fare qualcosa per la mia città, nell’ambito di quella che è sempre stata la mia passione, ed in seguito divenuto mio lavoro, e cioè quello di operare nella cultura. Pertanto messo di fronte ad una sua precisa richiesta di dare il mio contributo nella coalizione che si è andata formando, non ho potuto che accettare sentendomi oltremodo onorato di tanta considerazione. 

Cinque candidati sindaci, trecentosessantasette aspiranti consiglieri comunali: perché la gente dovrebbe votarla?

Me lo sono chiesto anch’io, e mi sono anche dato una risposta che, spero, sia quella giusta. Le persone adesso sono stanche dei politici di professione, e quindi guardano più ad esponenti della società civile, imprenditori che hanno dimostrato di saper reggere all’urto della crisi, ma che soprattutto siano persone pulite. Io penso di poter essere una persona da scegliere, per quello che ho fatto nel mio lavoro, cercando di mantenere una solida dirittura morale, in ogni attività che ho intrapreso sempre nell’ambito culturale. 

Lei è una figura conosciuta, da anni impegnata nel campo dell’editoria: come crede di poter influenzare, in caso della sua elezione, l’azione  amministrativa?

Tante volte mi sono chiesto quale fosse l’essenza del mio lavoro, giacché cosa fa l’editore credo sfugga a molte persone. Anche mia figlia a volte mi domanda quello che faccio atteso che non scrivo libri, non li stampo ma, semplicemente con il mio lavoro, io rendo pubblico il pensiero e la genialità degli altri. Tutto questo, a mio parere, può e deve essere trasferito a livello amministrativo, dando voce alla cittadinanza, ricostruendo quel senso di comunità che purtroppo latita. 

Qual è, secondo la sua percezione, l’idea della gente in merito alla situazione di Copertino, e quali sono le aspettative che i cittadini nutrono nei confronti  della politica locale?

I cittadini copertinesi sono completamente sfiduciati nei confronti della politica; io penso che tra i paesi della provincia di Lecce, Copertino sia agli ultimi posti in classifica. Dobbiamo quindi partire da una ricostruzione della comunità, altrimenti questo rischia di diventare un paese morto. I politici, quanti saranno chiamati ad amministrare, devono alimentare nuove aspettative, esaltando le positività del territorio e dei copertinesi stessi, incoraggiando ed assecondando la fantasia che è insita nei salentini. Il periodo del “posto fisso” è definitivamente tramontato, cultura, e territorio, unitamente a programmazione dello sviluppo economico locale devono essere l’obiettivo dei nostri governanti, per incentivare lavoro e occupazione che è poi l’aspettativa principe della gente di Copertino e non solo.

Nel caso fosse eletto di cosa si vorrebbe occupare?

Io so fare una sola cosa, come ho più volte ribadito. Se fossi eletto, mi occuperei di dare voce alle idee, facendo da spugna a tutte le iniziative della gente, per portarle all’interno dell’azione amministrativa. Le idee più fantasiose, che vengono direttamente dalla gente, possono dare nuova linfa ed impulso al territorio. La ragioneria, lo abbiamo visto in questi anni, ha fallito: perché, dunque, non lasciare spazio alla fantasia ed alla genialità che di certo non ci fanno difetto?

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