Adelaide D’Amelia: storia di una Dirigente Scolastica

0
499

“Sentite. Abbiamo un anno da passare insieme. Vediamo di passarlo bene. Studiate e siate buoni… Voi dovete essere i miei figlioli. Io vi voglio bene, bisogna che vogliate bene a me…Mostratemi che siete ragazzi di cuore; la nostra scuola sarà una famiglia e voi sarete la mia consolazione e la mia alterezza. Non vi domando una promessa a parole; son certo che, nel vostro cuore, m’avete già detto di si’. E vi ringrazio”. (Cuore, – Edmondo De Amicis).

Una delle scuole del Terzo Istituto Comprensivo porta il nome di Edmondo De Amicis che, con il suo libro più noto “Cuore”, ci ha insegnato a vivere e a vedere la vita con occhi nuovi. Il testo dedicato ai ragazzi si fa portavoce di quei valori che si stavano affermando nel periodo successivo all’Unità d’Italia.

Il testo, dal forte impatto pedagogico, è il file rouge della storia del terzo comprensivo di Francavilla Fontana e della direzione che ha intrapreso da circa due anni, dall’insediamento della Dirigente Scolastica, Adelaide D’Amelia, proveniente da Salerno e il cui intento principale è unire e restituire, a beneficio dell’istruzione pubblica, una scuola con forte valore pedagogico stile anni ’50, che possegga l’autorevolezza e si assuma l’onere e la responsabilità di impartire l’istruzione, ma anche di formare i futuri professionisti in tutti i settori, coniugata ad una scuola di impronta moderna, digitale e al passo con i tempi.

Potrebbe apparire complesso e di difficile gestione coniugare le due esigenze, ma, il terzo Comprensivo che la Dirigente in carica ha restituito alla città, mostra risultati sorprendenti, viene, fin da subito, attuata la modalità Clil nella primaria e nella Secondaria, calendarizzando per l’intero anno scolastico lo studio di tutte le discipline anche in lingua inglese. Anche nel percorso per l’infanzia è previsto, dai 3 anni, l’insegnamento dell’inglese con una programmazione “su misura” per i piccoli alunni. La scuola, inoltre, partecipa alle Olimpiadi del Problem Solving ed è l’unica sul territorio regionale ad avere attivato il tempo pieno anche nella secondaria di primo grado. La scuola Secondaria, denominata “San Francesco” è l’unica, per la provincia di Brindisi, sede di visiting per l’innovazione e la tecnologia per gli alunni neo immessi nella secondaria; previsto anche lo studio della lingua spagnola. Di eccellenza matematica, il progetto “Pitagora”, utilizza, come libro di testo il manuale di matematica e geometria del primo anno del Liceo Scientifico.

Lavora instancabilmente per ottenere gli importanti risultati descritti senza trascurare l’aspetto relazionale ed umano. La Dirigente dedica spazio, durante le sue infinite giornate, all’ascolto dei suoi alunni, anche un veloce saluto all’uscita di scuola le basta per comprendere se sia tutto in ordine e che questa eccellenza continui a crescere.

Preside, i risultati importanti riportati dal terzo Istituto Comprensivo e  che stiamo vedendo giorno per giorno, le hanno fatto guadagnare la fama di Professionista instancabile e “di ferro”: Lei si rivede in questa definizione?

Preside di ferro? No, assolutamente, sorrido, tante volte piango e a volte mi è capitato anche di non essere da sola… Del resto, come scrive Manzoni nei “Promessi sposi”: “ cosi’ è fatto questo guazzabuglio del cuore umano”.

Lei lavora molto anche sulla costruzione di un gruppo Docenti che sia immagine ed espressione di una Scuola “anni 50” ma che sia al contempo una scuola tecnologica, ci spiegherebbe come si fa a realizzare questo connubio?

Volgendo lo sguardo intellettuale al passato, come del resto compio per ogni mia azione e decisione. Durante il Neo classicismo si scriveva: “Su pensieri nuovi, facciamo versi antichi” e come non ricordarsi di Tancredi che pronuncia nel “Gattopardo”: “Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente”. Sicuramente il Dirigente del terzo Istituto Comprensivo è un estimatore della psicopedagogia statunitense, quindi non posso non considerare Chomsky, le sinapsi, il pensiero divergente non sequenziale e non lineare.

Sappiamo che spesso lavora per circa 20 ore giornaliere con la finalità di garantire il raggiungimento degli obiettivi, quale è stata la più grande soddisfazione in questo biennio scolastico?

Le soddisfazioni sono state tante. Prima inter pares, sicuramente, la sezione dell’Infanzia dopo dieci anni e quindi la prima omogenea nel terzo comprensivo. Questa è sicuramente l’esperienza che mi ha richiesto più impegno, un impegno “sovrumano”, sarebbe stato questo l’aggettivo di Leopardi, è stata la sezione Primavera. Questo per l’aspetto intellettuale, se devo pensare alle forti emozioni, tutto, anche quello che ho appena pronunciato, è inferiore all’abbraccio dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia, quando li vedo correre verso di me e la gioia di sentire: “Presideee”!

Gli ultimi due anni scolastici hanno messo in discussione il sistema scolastico spingendo i dirigenti e il MIUR, a rivedere il modo di trasmettere l’istruzione, sono cambiati i sistemi di valutazione, la stessa Didattica che ha dovuto optare per un sistema informatizzato, ha costretto i bambini a indossare una mascherina, impedendo una comunicazione  efficace e in presenza, a causa dell’epidemia da Covid 19, come ha vissuto questi cambiamenti e cosa ha proposto il terzo Comprensivo?

La valutazione riproposta non più in decimi ma in lettere, mi ricorda quella già vista negli anni passati, e per l’associazionismo che mi caratterizza ricordo Gian Battista Vico nella Nuova Scienza “Gli uomini prima sentono senza avvertire, poi avvertiscono (ci tengo a precisare che sia proprio così, ‘avvertiscono’) con animo perturbato e commosso, finalmente riflettono con mente pura quello che poi noi sintetizziamo in corsi e ricorsi storici”, quindi sinceramente mi sembra un ricorso storico. La didattica digitale integrata, DID, in una visione diacronica ex ante era stata DAD, è stata ottimamente svolta; le basti pensare che il 4 marzo del 2020, io ed i miei docenti eravamo in Viale Abbadessa. Io stavo svolgendo una Lectio Magistralis sulla professionalità del docente dal punto di vista emotivo ed emozionale e durante una breve pausa, digitando su un motore di ricerca, fummo informati che l’allora presidente del Consiglio, il prof. Giuseppe Conte, stava per emanare un DPCM e disporre lo stato emergenziale e rammento che non sospendemmo, ma interrompemmo il corso e ci organizzammo già perché dall’indomani mattina potesse esserci almeno nella scuola secondaria, poi anche nella primaria, l’attività di didattica a distanza e di lì a poco, i docenti si sono anche formati. Abbiamo pubblicato per le famiglie, sul registro elettronico per l’intero mese e poi per il bimestre successivo le lezioni, in modo che gli esercenti la responsabilità genitoriale, ma anche gli stessi alunni potessero avere un punto di riferimento, ma furono previste anche delle lezioni calendarizzate per i piccoli e le piccole dell’Infanzia con i “legami affettivi a distanza”. E’ stato fondamentale non solo sapere i giorni di lezione, è evidente anche proporzionati in base alla fascia di età, ma soprattutto pretendere che venisse indossato il grembiule all’infanzia e alla primaria e la divisa alla secondaria, che si rimanesse seduti su una sedia con una postura corretta. Io ho saputo e, ahimè, ho visto anche, ma non al mio Comprensivo, di piccoli in pigiama, alunni seduti comodamente sul divano. Le regole ci sono e devono essere rispettate sempre. Chi deve essere educato e formato da noi e quindi la Paideia  deve avere sempre il riferimento. Le piccole ed i piccoli, i bambini e le bambini, gli alunni e le alunne, non si spaventano di regole rigorose, le accettano con animo sereno. Non tollerano l’incoerenza, è quella che, ahimè, crea dei momenti di incomprensione, difficoltà, smarrimento, sbandamento. Noi abbiamo assegnato delle regole e sono state sempre in vigore, certo, dura lex sed lex.

Abbiamo prestato massima attenzione che non si verificasse una dispersione scolastica, seppur implicita, la nostra segreteria ha prontamente informato le famiglie in caso di assenza, certo, soffro nel vedere i nostri piccoli con il dispositivo di protezione. Concludo con Manzoni, l’alfa e l’omega, ho iniziato e concludo con lui, con le parole di Lucia nell’Addio ai Monti: “Il signore non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande”.

Insegnante, Coordinatrice Assistente Sociale e Mediatrice presso Comunità Educativa Kalika. Redattrice Paisemiu.com

LASCIA UN COMMENTO

Per favore scrivi un commento valido!
Inserisci il tuo nome qui

Convalida il tuo commento... *

CONDIVIDI
Previous articleContro la piaga della Xylella: la cimice Zelus
Next articleLa Puglia celebra le sue minoranze linguistiche con “Matria”