Madonna del Pane: la Tradizione regala “radici e ali”

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Madonna del Pane

L’Editoriale

Processione Madonna del PaneBisogna avere radici e ali recita un noto e vecchio aforisma. Una similitudine che calza a pennello con l’evento mariano già in corso a Novoli. È una delle poche comunità, quella novolese, che ancora sente vivo e radicato in sé il culto del Santo, una tradizione che si è tradotta anche nelle giovani generazioni che conservano la tradizione ma sanno volgere uno sguardo anche al futuro e all’innovazione.

In molte comunità locali e non solo, la festa è ridotta ad un mero momento ricreativo, fatto di giostre e di luci, l’occasione per vedere le vie del paese affollate di gente in tiro che per l’occasione ha anche comprato il vestito nuovo. Se a questo aggiungiamo le innumerevoli sagre inventate e approssimative che accompagnano la festa, ci rendiamo conto che del sacro non è rimasto quasi nulla e, senza neanche averne consapevolezza, ci prepariamo a svolgere un vero e proprio rito pagano.

Questa non è tradizione, questa è mancanza di memoria. Nell’era in cui il globale ha divorato tutto, dovremmo imparare a ricordare ciò che ogni nostro campanile sentiva nei giorni che anticipavano la festa. Troppo semplice riempire i nostri paesi di persone attratte da vino buono e dalla specialità locale, il difficile è trasmettere loro la tradizione, le origini e la profondità religiosa che è il cuore dei festeggiamenti.

“Realtà attuale e futura identità nel solco della Tradizione, un titolo che racchiude in sé non solo un workshop ma un progetto a lungo termine. Un progetto che dimostra la lungimiranza dei giovani amministratori impegnati nell’avere radici e ali per l’intera comunità. La voglia di festeggiare anzitutto la Madonna del Pane, di sentire nuovamente la gioia nel cuore della sua prima apparizione alla devota novolese. La Vergine al centro del momento spirituale ma che, allo stesso tempo, sappia essere momento di aggregazione e riflessione, per un’intera comunità che negli anni ha fatto i conti con il progresso.

Il solco della Tradizione non è un sentiero a senso unico, tantomeno un vicolo cieco. È una strada che ci vuole portare lontano per ritrovare l’identità di Novoli che, nel tempo, rischia comunque di perdere molte tradizioni. Una comunità da sempre dedita al commercio che si ritrova ora “spaesata” in questa jungla.  

Un progetto al momento in fase embrionale quello del giovane consigliere comunale Giovanni De Luca, che aspira a diventare grande. Perché fuggire dai nostri piccoli centri? Perché dimenticare ciò che abbiamo costruito? Perché non possiamo tornare ad essere ciò che eravamo? Piccoli quesiti le cui risposte possono rivoluzionare le sorti non solo economiche di un piccolo paese come Novoli. La tradizione un tempo così radicata, non era altro che una enorme fonte di energia che concedeva ogni giorno nuove opportunità. Oggi, purtroppo, non è più così. Siamo sempre più spesso rintanati in noi stessi, nascosti dietro lo schermo di un pc, pronti a volare in chissà quale Stato per diventare qualcuno. Per lo più si finisce per diventare dei numeri in una grossa metropoli pronta a sbranarti. Ci siamo imbottiti di progresso e abbiamo chiuso gli occhi. Non abbiamo più volto lo sguardo al passato per imparare il presente e il futuro. Non è così che si diventa grandi, così si rischia di diventare anonimi!

L’augurio è che il solco della tradizione tracciato dalla radicata religiosità novolese, possa riscoprire il potenziale dell’intera comunità. È ora che i giovani non inseguano più la sagra di vattela a pesca, piuttosto che una bevuta in qualche buon calice. Non un festeggiamento fine a se stesso. Il culto della Festa della Madonna del Pane così come ogni evento mariano, hanno racchiuso molto di più. È un eterno GRAZIE che la comunità offre al Santo per ogni bene ricevuto durante l’anno, per il lavoro, per il cibo e per la salute. Noi abbiamo smesso di essere grati, abbiamo smesso di spezzarci le spalle per costruire qualcosa. Siamo dediti alla fuga e al “tutto mi è dovuto” forse per Costituzione. Proviamo invece a seguire quel solco che la tradizione ci ha lasciato e, se qualche volta la traccia si interrompe, proviamo noi a fare lo sforzo di scavarla per proseguire sempre più in là.

Buona Festa a tutti!

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