Uomini di sì ‘rari: immagine di scrittura speculare da un Codice di Leonardo

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Pur con le problematiche della moderna genetica in tema di clonazione, ognuno di noi è unico e irripetibile così come «Un’opera d’arte è il risultato unico di un temperamento unico» (Oscar Wilde).

L’argomento è talmente affascinante perché riguarda i personaggi che si sono resi famosi nella storia e spesso, per particolari caratteristiche, possono essere anche associati ad altri. Solo per fare qualche esempio: Santa Caterina da Siena e San Francesco d’Assisi o Albert Einsten e Isaac Newton.

Ma nelle possibili variabili esistono anche personaggi che difficilmente si riesce ad inserire in una specifica casistica come è il caso di Leonardo da Vinci.

Ritorno a scrivere dello scienziato – artista, già famoso in vita e che per la sua unicità continua ancora oggi a far parlare di sé perché, come da una fonte del 1771: «Compariscono di tempo in tempo nel mondo Uomini di sì rari, e sovrannaturali doni arricchiti, che sembrano da Dio a bella posta creati per illuminare le menti umane nelle scienze, e nelle arti» e che lo stesso Vasari aveva precisato che nessuno altro mai gli fu pari.

L’argomento è il suo modo di scrivere, probabilmente estendibile anche per dipingere e /o per suonare la sua lira, utilizzando entrambe le mani perché – com’ è noto anche dai più recenti studi calligrafici – Leonardo era mancino e rieducato all’uso della destra.

A dare notizia di questa sua caratteristica ci pensa Luca Pacioli (1509) parlando della sua scrittura: «alla rovescia e mancina, che non si posson leggere se non collo specchio, overo guardando la carta dal suo rovescio contro la luce» e confermato successivamente dallo storico aretino Vasari: «in quegli, a parte a parte, di brutti caratteri scrisse lettere, che son fatte con la mano mancina a rovescio; e chi non ha pratica non l’intende, perché non si leggono se non con lo specchio».

Intorno alle diverse ipotesi su questo modo di scrivere di Leonardo ancora è un enigma e c’è chi non esclude che si tratti di un modo per non far svelare, per diversi motivi, i suoi segreti.  Ecco che attribuire il suo modo di scrivere speculare soltanto al suo essere mancino risulta riduttivo e apre ad ulteriori indagini. Buona ricerca…

Compositore, Direttore d’Orchestra, Flautista e Musicologo. Curioso verso ogni forma di sapere coltiva l’interesse per l’arte, la letteratura e il teatro, collaborando con alcune riviste e testate giornalistiche. Docente presso il Conservatorio di Perugia, membro della SIdM (Società Italiana di Musicologia), socio dell’Accademia Petrarca di Arezzo, dal 2015 ricopre l’incarico di Direttore artistico dell’Audioteca Poggiana dell’Accademia Valdarnese del Poggio (Montevarchi-Arezzo).

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