Polizia penitenziaria al collasso. Non più rinviabili gli interventi della Politica

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Sistema penitenziario sempre più alla deriva: gli eventi critici degli ultimi giorni, lungo tutto lo Stivale, caratterizzano e determinano lo stato di malessere del Corpo di Polizia Penitenziaria che solo grazie allo spirito di sacrificio, l’abnegazione, il senso di appartenenza e l’alta professionalità garantiscono scorrimento e fluidità dei servizi annessi.

In Puglia si registrano carenze non più tollerabili, a partire dal numero degli agenti, anche in relazione alla imminente apertura di un reparto psichiatrico nella struttura di Lecce, la carenza di automezzi per le traduzioni dei detenuti oltre alle precarie condizioni di quelli in uso (alcuni dei quali senza climatizzatori e totalmente obsoleti), gli straordinari carichi di lavoro per gli uomini e le donne della polizia penitenziaria costretti ad essere impiegati da due a quattro posti di servizio, la totale inesistenza dei sistemi di automazione e dei sistemi di sicurezza da anni non funzionanti, la continua crescita della popolazione detenuta: una miscela di elementi, insomma, oramai sul punto di esplodere ed i cui responsabili non potranno che essere coloro che hanno determinato l’attuale disastro del sistema penitenziario.

A darne notizia è l’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) per voce del Segretario Generale Aggiunto, Pasquale Montesano.

Il perseverare delle aggressioni in danno del personale di Polizia Penitenziaria, già segnalate invano agli organi dell’amministrazione penitenziaria e di Governo, e l’attività di gruppi collegati alla criminalità organizzata tese ad intimidazioni e violenze per ottenere la prevalenza in ambito penitenziario nei confronti sia del personale e sia degli altri detenuti, disegnano una condizione sempre più insostenibile ed ingestibile.

“Appaiono urgentissime – dichiara Montesano – risposte concrete, non solo dalle autorità di governo territoriali, ma anche l’intervento delle autorità responsabili a livello nazionale in ambito amministrativo e politico, al fine di un rafforzamento di personale di Polizia Penitenziaria, gravemente carente a fronte del preoccupante sovraffollamento della popolazione detenuta. Iniziative non più rinviabili – conclude il Segretario Generale aggiunto – pena maggiori e più gravi conseguenze per il Corpo”.

La Regione Puglia può ospitare a pieno regime strutturale 2298 detenuti mentre allo stato attuale ne ospita circa 3300 e registra una carenza negli organici di circa 300 unita.