Squinzano: ci risiamo! Dopo Marra e Longo, questa volta tocca al sindaco Mino Miccoli

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Mino MiccoliSquinzano (Le) – Nuovo atto intimidatorio ad un amministratore del Comune di Squinzano, a distanza di poco più di un anno. Nel maggio 2013 infatti (in piena campagna elettorale) un simile episodio vide coinvolti il sindaco uscente, Gianni Marra ed il consigliere, Lucio Longo. Questa mattina, due proiettili calibro 7.92 da carabina, infilati in un plico giallo rivestito all’interno in polietilene (tipico pacco da imballaggio), sono stati recapitati, superando i controlli, al sindaco di Squinzano, Mino Miccoli.

Il pacco non conteneva alcun messaggio, a differenza di quanto accaduto nel caso di Marra e Longo; in quell’occasione invece le missive erano state accompagnate anche da intimidazioni redatte con una macchina da scrivere, salvo poi essere subito intercettate presso il centro di smistamento regionale di Modugno grazie a metal detector.  Ritornano quindi le azioni intimidatorie a esponenti politici della provincia di Lecce, sebbene il motivo di tali minacce al sindaco Miccoli resti ancora ignoto. Questa volta il viaggio della missiva, contenente i proiettili, è stato più lungo; giunta prima presso l’ufficio postale di Trepuzzi è arrivata poi a Squinzano e quindi, come prassi, è stata protocollata presso il Municipio. Alla sua apertura gli impiegati hanno fatto  l’inquietante scoperta. Sono stati chiamati i carabinieri della locale stazione e della Compagnia di Campi Salentina che si sono messi subito in moto per eseguire le rituali verifiche. Il Sindacoha dichiarato di non aver mai subito minacce o intimidazioni d’alcun tipo. Tra i primi a commentare l’accaduto il presidente della giunta elezioni e immunità del Senato, Dario Stefàno: “La distanza abissale che mi separa dalla visione politica del sindaco di Squinzano non m’impedisce di inorridire nell’apprendere certe notizie. Un gesto ignobile e violento da condannare duramente e con fermezza. La paura lasci spazio alla speranza che le forze dell’ordine possano fare presto luce sull’accaduto. Esprimo sincera solidarietà umana al sindaco Miccoli e alla sua famiglia”. Alla dichiarazione di Stefàno si è aggiunta quella di Mino Frasca, ex consigliere provinciale di Forza Italia: “Un amministratore deve avere la libertà di agire obiettivamente nell’interesse del proprio territorio con la certezza che questo non comporti pericoli o conseguenze per la propria persona e per la propria famiglia. Troppi sono i casi di intimidazione che stanno proliferando nel Salento ai danni di politici e imprenditori e questo non è più tollerabile. Occorre un segnale forte e deciso da parte delle forze dell’ordine”. Interviene sull’accatuto anche Rocco Palese, deputato di Forza Italia: “L’ennesimo grave atto intimidatorio ai danni di un pubblico amministratore salentino non può non destare grande allarme; è urgente convocare da parte del Prefetto un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Neanche il governo nazionale può restare indifferente dinanzi ai continui tentativi di intimidazione nei confronti di sindaci salentini e pugliesi”. Roberto Marti, deputato di Forza Italia, dichiara: “Quando gli amministratori subiscono questi colpi c’è sempre una riflessione da fare: comprendere cosa origina gesti così inconsulti e violenti. La mia solidarietà al sindaco di Squinzano, Mino Miccoli, e ai suoi cari per l’atto intimidatorio che questa mattina l’ha coinvolto. Fiducioso nel lavoro di chi di competenza cercherà di individuare i responsabili, gli sono vicino e gli auguro di continuare in modo sempre responsabile e onesto, così come ha fatto fino a questo momento, la sua attività”. Al coro degli attestati di solidarietà si è unito anche il Sindaco di Lecce, Paolo Perrone: “Troppo spesso ormai gli amministratori locali stanno diventando bersaglio di un malcontento generale. Sono vicino al sindaco di Squinzano, Mino Miccoli, e alla sua famiglia certamente caduta nella preoccupazione per l’atto intimidatorio subìto. In attesa che le forze dell’ordine, come sempre, facciano il loro egregio lavoro, sento di dover manifestare la mia vicinanza al collega e amico Mino per questo ignobile e violento gesto, nella speranza che possa dimenticare al più presto questa spiacevole giornata”. Non sono mancate le dichiarazioni di solidarietà dell’opposizione di centro sinistra in consiglio comunale alla giunta Miccoli, dell’associazione politico–culturale, Partecipazione Democratica, e del Circolo PD di Squinzano unanimi nel condannare il grave atto intimidatorio. Se amministrare un Comune diventa così arduo e in alcuni casi anche  pericoloso, sarà sempre più difficile trovare soluzioni concrete, rapide e attuabili per risolvere i problemi dei cittadini. La censura delle  idee e delle azioni, unita alla delegittimazione delle persone, non ci consentirà più di distinguere la realtà dalla sua brutta rappresentazione. I proiettili di oggi al sindaco di Squinzano, come quelli di più di un anno fa a Marra e Longo,  sono una sfida ad ogni singolo cittadino libero di questo povero, martoriato Paese. Un atto criminale che rende sgomenti. Vogliamo sperare che le superiori istituzioni, chiamate a difendere onesti e coraggiosi amministratori, sappiano trarre da questo nuovo oltraggio al buon senso l’amara lezione che essa comporta per trovare una soluzione a questo angosciante problema. Il loro compito, a difesa dei rappresentanti degli enti locali, è difficile ma il fallimento sarebbe catastrofico perché dimostrerebbe il disfacimento della democrazia la quale, prima ancora di essere un sistema di governo, è un galateo di regole e un manuale di correttezza.

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