L’Università del Salento piange la scomparsa del prof. Marcello Strazzeri, “indimenticabile intellettuale, pedagogo e maestro”

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Lecce – È scomparso il professor Marcello Strazzeri, docente per anni all’Università del Salento di Sociologia del diritto, Criminologia, Storia del pensiero sociologico, Sociologia del crimine e Sociologia del diritto penale. Nato nel 1944 e laureato in Lettere nel 1968 all’Università degli Studi di Lecce, è stato Preside della Facoltà di Scienze della Formazione, scienze politiche e sociali dal 2006 al 2012. È stato tra l’altro membro del Consiglio Universitario Nazionale (1983-1990), membro del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione (1990-1993), direttore del Dipartimento di Scienze dei Sistemi sociali e della Comunicazione (1997-2002), membro del Senato Accademico dell’Università del Salento, componente del Comitato Scientifico del CIRSDIG – Centro Interuniversitario per le Ricerche sulla Sociologia del Diritto, dell’Informazione e delle Istituzioni Giuridiche e del Comitato Scientifico del CIRPS – Centro Interuniversitario Ricerca Sviluppo Sostenibile). È stato direttore scientifico di diversi progetti di ricerca internazionali e nazionali e coordinatore dell’unità locale per il PRIN 2000 sulle nuove guerre, per il PRIN 2004 sulla flessibilità lavorativa e per il PRIN 2007 sulla sicurezza urbana. Ha diretto diverse collane editoriali, tra cui “Collana di Scienze Sociali” (Besa) e “Traslazioni” (Pensa Multimedia) e ha fatto parte del comitato scientifico di diverse riviste. È stato socio ordinario dell’Associazione Italiana di Sociologia e membro della ISLL – Italian Society for Law and Literature. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche, tra monografie, saggi e articoli su rivista, sui classici della sociologia del diritto e del pensiero sociologico, su diversi aspetti delle interazioni tra diritto e società moderna, sulla sociologia del crimine e della pena, sulla democrazia deliberativa e i mezzi di informazione, e, più di recente, sulle figurazioni letterarie del diritto e della pena. Nel 2007 il suo volume “Il teatro della legge” ha ricevuto il premio “I libri dell’anno nella scienza giuridica”, istituito dal Club dei giuristi e dall’Istituto Luigi Sturzo.

«Marcello Strazzeri – scrive il Rettore Fabio Pollice – è stato un uomo di scienza e un uomo delle istituzioni, legato alla politica accademica e non solo, al territorio, alla cultura. Ha vissuto nelle istituzioni e ha contribuito a governarle, a farle crescere, a istituirne alcune. Sua è stata l’invenzione felice dell’istituzione a Lecce di un corso di laurea in Sociologia, sua l’idea di una Facoltà di Scienze Sociali, Politiche e del Territorio a Brindisi, territorio su cui UniSalento è tornata a investire assieme alle Istituzioni locali. Attraverso il suo lavoro paziente di progettazione e di mediazione, Marcello Strazzeri ha contribuito in modo determinante a costruire un polo di riferimento meridionale della Sociologia, ormai riconosciuto a livello nazionale e internazionale. L’impegno politico, anche istituzionale, non lo ha mai allontanato dal suo lavoro di scienziato sociale e di docente, anzi ha dato sostanza e terreno alla sua riflessione teorica: teoria e politica, accademia e ruolo pubblico li troviamo intrecciati tanto nella sua biografia quanto nella sua produzione scientifica. Marcello Strazzeri è stato dunque soprattutto un intellettuale, un pedagogo e un maestro. Chi ha frequentato le sue lezioni ricorderà la capacità di esemplificare concetti complessi, senza banalizzarli, tenendo alta la tensione intellettuale, raggiungendo non solo la testa, ma anche il cuore degli studenti. Come maestro ha avuto il dono raro della curiosa tolleranza. La sua propensione all’ascolto gli ha consentito di assecondare, nei suoi allievi, passioni teoriche e propensioni empiriche. La sua produzione scientifica sorprende per la vastità degli interessi, per l’ampiezza dei riferimenti teorici e per la capacità di far dialogare posizioni a volte apparentemente inconciliabili. La nostra comunità accademica, la comunità territoriale e la comunità scientifica non potranno mai dimenticarlo, e anzi continueranno a farne vivere la vivacità intellettuale, l’impegno e i valori. Alla famiglia e a tutti coloro che gli sono stati vicini le nostre più vive condoglianze».

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