Il paradosso O.M.Fe.Sa.

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12507417 10208707909965483 4350323273160278030 nTrepuzzi (Le) – Occupata stamattina  la sala giunta del Comune di Trepuzzi da una folta rappresentanza di operai Omfesa, per riaccendere i riflettori dell’opinione pubblica sulla grave situazione occupazionale, di quello che resta delle unità lavorative di quella che un tempo era il fiore all’occhiello del panorama occupazionale cittadino. Oggi, tra quei superstiti, vi sono operai che sono da un anno senza stipendio e senza alcun ammortizzatore sociale. Si tratta di persone stremate con famiglie che rischiano di perdere, se non è già successo, la casa, e finire per strada perché non possono pagare il mutuo o l’affitto.

 “Ma nessuno dei politici che in questi anni ha fatto passerella cercando di speculare sulla nostra situazione si chiede se non abbiamo un lavoro un sostegno sociale come facciamo a pagare le tasse che comunque ci vengono richieste?” Ha chiesto uno degli operai; quesito da girare soprattutto alla classe politica locale regionale e nazionale.

Il sindaco di Trepuzzi, Oronzo Valzano, presente al momento dell’occupazione, ha garantito il pieno appoggio dell’amministrazione alla lotta degli operai per12417703 10208707910045485 1673374662938359008 n riconquistare una dignità che senza il lavoro loro non hanno più.

 “Il 28 di febbraio, ad altri 40 lavoratori scade la mobilità e questi si andranno ad aggiungere ad altri 40 che già da un anno sono senza alcun tipo di sostentamento. Rimangono soltanto di dieci lavoratori che continueranno a percepire un sussidio minimo, mentre ben 80 non avranno alcun sostegno per se e le proprie famiglie – Afferma il segretario della Fim Cisl, Maurizio Longo, spiegando le ragione della protesta che non si è mai fermata  La politica, prima delle elezioni aveva preso impegno formale nel cercare di risolvere la situazione Omfesa. Il paradosso è che questa azienda ha chiuso con circa ventisette  milioni di commesse da evadere, essendo nel campo della ristrutturazione di carrozze una delle poche aziende con maestranze formate a tale compito. Su sollecitazione dei sindacati fim fiom e uilm il ministero ha palesato alla politica, la difficoltà di dover individuare aziende in grado di eseguire il lavoro espletato in passato da Omfesa. Un ultima domanda che ci poniamo è dove sono adesso tutti coloro che affollavano il capezzale della fabbrica  promettendo mirabilie e che oggi se ne tengono debitamente lontani? Questa è un azienda che con investimenti mirati può garantire lavoro per 600 unità, garantendo quindi una ricollocazione ai lavoratori delle piccole imprese dell’area che potrebbero tornare ad essere produttivi”.

I lavoratori lasciata la sala giunta del comune si sono recati presso la stazione ferroviaria per continuare la loro protesta sui binari, accanto alla loro fabbrica.