Quando muore un’amica…

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In ricordo di Annamaria Monastero. Domattina in Chiesa Madre a Campi Salentina l’ultimo saluto


Campi S.na (Le)Provare ad elaborare in qualche ora la morte di Annamaria, un’Amica con cui hai condiviso tutta la vita è praticamente impossibile. Provare a scrivere qualcosa su di lei in poche righe diventa un’impresa ancora più ardua. Sia per la complessità di dover racchiudere in uno spazio limitato oltre 30 anni di amicizia, sia per la concreta difficoltà a scrivere viste le continue interruzioni dovute alle lacrime che, inesorabili e continue, solcano il volto e annebbiano la vista.

Quando muore un amico è come se il mondo si fermasse. Si perde ogni riferimento reale e si corre con la mente nelle vie del passato quasi a rincorrere e catturare, per fissarle, le immagini di chi si sta incamminando, per la prima volta, verso una strada diversa dalla tua.

Annamaria infatti non solo è andata via troppo presto, ma ha portato con sé una tessera di quel puzzle che, insieme alle nostre, raffigurava la vera amicizia che, nata nell’età della fanciullezza, ha contrassegnato le nostre vite fino ad oggi. Un anello di una catena che si spezza e che ci lascia tutti disorientati e con un senso di vuoto difficile da colmare.

Ma l’amicizia, si sa, è un dono e sopravvive solo a condizione che la si continui a vivere, come un dono che non si può né pretendere né possedere; è un intreccio magico di gratuità e di fedeltà, che cresce tanto più sono alte le passioni che si condividono. Per questo motivo, il tempo del lutto non deve essere solo il tempo del dolore, ma un tempo per ricevere, insieme ai ricordi e al bene sperimentato, anche l’eredità spirituale dell’amico.

Annamaria ha lottato con tutte le sue forze, fino alla fine, contro un tumore maledetto che in meno di un anno l’ha strappata alla vita e all’affetto di suo marito Stefano, dei suoi cari e di noi amici che oggi sperimentiamo un modo tutto particolare di vivere l’amicizia, forse ancora incapaci di vederla comunque presente, seppur in forma diversa.

A proposito della morte del suo più caro amico, Sant’Agostino, in una delle pagine più intense e toccanti delle “Confessioni”, con spietata sincerità rivolgendosi al “Dio delle vendette e nello stesso tempo fonte di ogni misericordia” scriveva: “tutto ciò che avevo messo in comune con lui, senza di lui si era mutato in una sofferenza lacerante”. Oggi questa stessa sofferenza la proviamo noi senza di te, Annamaria, noi tuoi amici che increduli e infelici troviamo sollievo solo nel pianto.

La vita purtroppo ha queste svolte crudeli ma oggi, nella rabbia di non poterti più avere fisicamente con noi, ti vogliamo ringraziare Annamaria, per aver fatto parte delle nostre vite e per averci insegnato a vivere la vita con il sorriso e con la speranza di viverla a pieno fino in fondo.

Asciugandoci le lacrime e promettendoti di mantenere sempre vivo il tuo ricordo ti salutiamo, e lo facciamo con le parole di Guccini nella sua “Canzone per un’amica”, con la speranza di poterci rincontrare di nuovo, da qualche parte, tutti insieme come sempre: “Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi. Voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi”.

Ciao Amica!