Novoli, l’accoglienza di “Casa Francesco” sbarca, con un corto, alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

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ConfNovoli (Le) – Al giorno d’oggi si è facilmente convinti di aver ormai sentito tutto riguardo ai temi dell’accoglienza e dell’immigrazione, tragedie umane sono diventate meri fatti di cronaca, statistiche, numeri e occasione di polemiche politiche. Ma ci sono ancora delle storie che vale la pena di raccontare: quelle narrate sottovoce dai protagonisti, ma che attraverso l’opera dei volontari lanciano un forte grido di speranza e diventano simbolo di rinascita.

Una rinascita che questa mattina è stata raccontata attraverso la conferenza stampa presso “Casa Francesco”. La struttura, con sede a Novoli, donata alla Fondazione Emmanuel dal compianto Mons. Francesco Tarantini, si occupa di ospitare i richiedenti asilo.

Un progetto che si è aperto oltre l’accoglienza e l’integrazione, inglobando, in modo naturale, anche l’arte, concepita come veicolo privilegiato di comunicazione. Da questa concezione, dunque, è nata la collaborazione del centro, gestito da Stefania Gualtieri per la fondazione ONG Emmanuel per le Migrazioni e il Sud del Mondo, e la casa di produzione cinematografica Saietta Film, del regista Edoardo Winspeare. Intesa nata dall’amicizia con il regista Alessandro Valenti, già volontario presso Casa Francesco.

In un’ottica di integrazione e coinvolgimento attivo, è nata così una cooperazione che ha dato alla luce un cortometraggio dal titolo “Babbo Natale”, con regia dello stesso Valenti e realizzato con l’impegno in prima persona, oltre che dei volontari, anche dei richiedenti asilo.

“I migranti non sono ‘il’ pericolo, sono ‘in’ pericolo  – ha dichiarato Valenti – il primo gesto concreto d’amore è aprire la porta di casa, l’amore non deve essere solo teorizzato, ma va messo in pratica con dei gesti semplici, come quello di fornire ospitalità. Aprendo la mia porta a dei ragazzi rifugiati, mi sono reso conto di aver ricevuto molto di più di quanto io abbia dato.”

L’iniziativa gode del plauso delle istituzioni governative, rappresentate per l’occasione dal viceprefetto Paolo Gentilucci: “Proporrò alla Prefettura di segnalare questa iniziativa al Ministero dell’Interno, confermando la nostra piena adesione”.

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Vicinanza da parte delle istituzioni novolesi, è stata espressa anche dal sindaco Gianmaria Greco: “Ci troviamo in una fase molto delicata, sono numerosi i conflitti presenti nel sud del mondo, aiutare deve essere per tutti noi un imperativo categorico. In questo particolare momento, la cultura può farsi strumento di aiuto e integrazione, come sta dimostrando la lodevole collaborazione tra la fondazione Emmanuel e la casa di produzione cinematografica Saietta Film, per un pluralismo gentile e positivo”.

L’unione, dunque, di queste due realtà locali, ha fatto si che le numerose voci isolate e nascoste, diventassero un unico grande coro. Un coro che è riuscito a raggiungere il palcoscenico della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, dove concorrerà per la sezione “MigrArti”.

Il progetto di cortometraggio è stato presentato ufficialmente attraverso il bando “MigrArti”, bandito dal Ministero dei Beni e Attività Culturali per l’integrazione e l’incontro tra le culture. Il corto, scritto da Alessandro Valenti e Matteo Chiarello, si è classificato primo su 528 progetti presentati a livello nazionale.

Un incontro, quello con la fondazione Emmanuel che non può non lasciare qualcosa dentro, come hanno testimoniato le parole della giornalista Rosanna Metrangolo: “Da questo luogo dell’anima che è ‘Casa Francesco’ a Novoli, deve partire forte il messaggio: il migrante rappresenta una grande e immensa opportunità per tutti noi di crescere e imparare. Portatori di ricchezza culturale, psicologica, morale e spirituale, di cui io, voi, tutti, abbiamo un forte bisogno per non ammalarci e morire di asfissia culturale.”

Il Presidente della Fondazione Emmanul, Dott. Piero Severi, ha avuto poi modo di sottolineare le linee guida del progetto: “Ci siamo indirizzati verso i paesi del sud del mondo, tenendo conto che le periferie e i loro disagi sono gli stessi delle periferie del nord del mondo. Questo aiuto che noi offriamo, ha dato i suoi frutti concreti, come la realizzazione di un centro di recupero per tossicodipendenti in Albania.”

Toccante poi la testimonianza di Amid, giovane fotoreporter e documentarista nigeriano. Voce bassa ed emozionata, di chi, purtroppo, non è abituato ad esprimere il proprio pensiero pubblicamente. Rifugiato politico dalla Nigeria, a causa del suo lavoro, ha trovato nuovamente la speranza presso “Casa Francesco”, dove le sue competenze lavorative, sono state prontamente messe a disposizione del progetto, da Valenti e Chiarello, che lo hanno coinvolto in maniera diretta nella realizzazione del corto.

Doveroso infine il saluto di Padre Mario Marafioti, fondatore della comunità Emmanuel, che ha parlato della rivoluzione sì, ma con l’amore: “Non esiste un gesto più rivoluzionario dell’amore, è questo l’unico gesto  che può cambiare il mondo. Una rivoluzione che, dovendo rispondere ad un mondo ingiusto, deve essere per prima cosa giusta. Deve poi essere universale, cioè non del singolo, ma di tutti, e non per un solo giorno, ma per sempre”.