In 150mila, a Melpignano, per dire che “la taranta è viva e non è morta”

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Melpignano (Le) – Si è conclusa ieri, a Melpignano, la diciassettesima edizione del festival della Notte della Taranta. Nel piazzale dell’ex convento degli Agostiniani erano più di 150.000 le persone intente a seguire uno spettacolo che da tempo ormai incanta il Salento e non solo, con danze e ritmi della tradizione. Una notte tutta segnata dalla taranta che ieri ha “morso” la folla facendola ballare senza sosta.

Ad aprire la serata, un medley della famiglia di Giovanni Avantaggiato seguito dalla performance di Tony Esposito, percussionista partenopeo, e dall’incontro con il gruppo salentino Petrameridie.

Il violoncello indiavolato del maestro concertatore, Giovanni Sollima, si è animato alle 22.30, facendo scaturire una perfetta armonia di suoni con l’Orchestra Popolare. I brani eseguiti, partendo da una pizzica indiavolata strumentale, sono stati 33, senza contare poi l’immancabile “ Kalinitta” con annesso bis.

Le voci note del Salento e della tradizione Grika, all’interno dello spettacolo, sono state quelle di Antonio Castrignanò, Ninfa Gianuzzi, Enza Pagliara, Alessia Tondo, Maria Mazzotta, Stefania Morciano, Giancarlo Paglialunga e Piero Balsamo.

Momento significativo e toccante è stato quello che ha visto partecipe il mandolinista israeliano Avi Avital che ha ricordato il conflitto in Medioriente, spiegando di sentirsi ‘«ambasciatore di pace» grazie anche al suo impegno nel Concertone in questo particolare momento storico segnato dai tragici e noti fatti che la cronaca pone all’attenzione del mondo intero.

Ospiti speciali del Concertone sono stati invece: Antonella Ruggiero, il percussionista statunitense Glen Velez, faro mondiale degli strumenti a tamburo, Roberto Vecchioni che si è avvicinato da professore alla tradizione Grika che caratterizza Melpignano ed, umanamente, al lavoro delle donne che lavoravano senza sosta al tabacco.

Una presenza attesa dai giovani è stata quella del cantautore romano Alessandro Mannarino che ha interpretato anche “Santu Paulu”, famosissimo per “fare la grazia”  alle tarantate che si recavano a Galatina. Altri ospiti sono stati: Bombino, con l’eco rock dal deserto del Niger, i siciliani Fratelli Mancuso e la vocalist Lori Cotler.

Per il ballo, invece, il gruppo formato e istruito dallo spagnolo Miguel Angel Berna ha incantato l’intero piazzale, ben sposandosi con le note della tradizione popolare.

Oltre alle persone presenti fisicamente nel piazzale, ci sono stati anche numerosi telespettatori pizzicati dalla taranta grazie alle dirette integrali su Rai 5, condotta da Livio Beshir, e Radio 2 Rai.

Uno spettacolo, come sempre atteso e sentito, capace di trascinare a ritmo della pizzica sia i conoscitori della tradizione popolare salentina, sia i turisti, che si sono divertiti a percuotere il tamburello per tutta la notte. È proprio il caso di dire che: “la taranta è viva e non è morta”. 

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