Cronollogico

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Il recente passato e la proiezione nel futuro prossimo ci inducono a pensare a come fare tesoro del tempo di cui abbiamo beneficiato ora bene, ora malvolentieri. E tempo per riflettere ne abbiamo avuto abbastanza, dall’inizio del mese che segna la primavera all’estate arrivata. L’esperienza ci ha insegnato a non dare nulla per scontato. È ormai chiaro che “l’uomo propone e Dio dispone”. Rimane incontestabile che, malgrado tutto, in tempi normali, l’organizzazione è il segreto del successo. Quindi la programmazione è essenziale, anche se  spesso il destino butta all’aria i nostri piani, siamo pronti all’attacco.

La  fine del lockdown ha creato dei problemi relativi alla partecipazione sociale ed emotiva alla vita “fuori dagli ambienti domestici”. Quindi ci si domanda come usare nel modo migliore il tempo. Ci sovvengono i celebri proverbi: “Il tempo è più prezioso dell’oro”, oppure “Chi ha tempo non aspetti tempo”, o ancora “Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi” che è più o meno la stessa cosa.

Migliorare la propria gestione del tempo, ecco l’autoterapia per eccellenza! In questo momento storico in cui tutto appare illogico, ci si chiede come curare noi stessi, quale è il modo migliore di gestirsi, lo stare bene. Niente provoca stress più di una corsa continua contro il tempo. Noi ci stressiamo tanto quando cerchiamo di riempire il tempo in maniera inutile, e a volte anche dannosa, per esempio, fumando una sigaretta, appunto, per coprire i vuoti. Una organizzazione del tempo calma, efficace, senza confusione, dettata da autodisciplina, autoeducazione, rappresenta una fonte di distensione, di relax. Dunque riflettere per fare il punto della situazione. A volte siamo presi dall’immediato presente che non diamo precedenza alle priorità. Altre volte non sapendo che cosa è più urgente ci facciamo trascinare dal conflitto, cioè siamo confusi, ci sentiamo tirare in più direzioni, vivendo così una lotta con noi stessi.

Le tecniche di gestione sistematiche del tempo sono un’invenzione americana, elaborate circa cinquanta anni fa e cominciano ad essere conosciute anche da noi. All’inizio erano create per i dirigenti d’azienda. È stato provato che gli impiegati rispettavano i tempi di pausa e rendevano più sul lavoro e anche  nella dimensione extralavorativa. Tutto ciò poi fa capire che cosa è davvero importante e viene prima, ma non è sempre realizzabile. Fare delle promesse a se stessi è facile ma talvolta difficile metterle in pratica. Andiamo avanti per forza di inerzia, passivamente, seguendo le imposizioni dei tempi, guardando per tutto il tempo la TV, seguendo giocoforza i mass media e le nostre abitudini ora cambiate.
Inoltre non si deve restare prigionieri degli obiettivi superati, bisogna seguire la propria evoluzione interiore e sociale. Usare dei foglietti  e annotare ogni cosa da fare, ordinare in un classificatore a guisa di calendario. Stabiliamo poi dei momenti di disponibilità ed altri in cui non ci siamo per nessuno. Può anche essere un fantastico supporto di autoanalisi farci inaspettate rivelazioni sulle nostre difficoltà, sui nostri lati oscuri, può dire molto su di noi. Proprio perché la maggior parte dei blocchi sono interiori, la gestione del tempo risulta tanto difficile per alcune persone.

La parola d’ordine oltre al guardarsi dentro è avere un approccio più esteriore, ossia la necessaria disciplina quotidiana che fa sì che si generino ogni giorno delle abitudini per fare il meglio. Ritorna alla mente quella famosa “magia del quotidiano” di cui parlava Alberto Bevilacqua in una delle sue ultime fatiche letterarie. Intanto tenere conto anche che ci si ritrova a dipendere da questa fase cronologica illogica, che fare, allora? Ciononostante, vivere intensamente le ore allungate dell’estate. La nostra presenza sulla Terra segna la traccia del decorso in avanti verso il suo tramonto, con il cuore che cerca un appiglio, con l’ardore del desiderio, nonostante tutto, di esserci, e la smania di protagonismo che ci rende umani ed esseri trascendenti, perché nel frattempo, è incredibile, ineffabile, affascinante ma inesorabilmente il tempo passa.