Lecce-Grosseto: le pagelle. Pazzesco Perucchini, magia Miccoli

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esultanzaLecce – Una quantità industriale di cuore, soprattutto nei difficili momenti finali, una serie di parate da campione di Filippo Perucchini ed una magia di Fabrizio Miccoli permettono al Lecce la terza vittoria casalinga consecutiva contro un Grosseto ben messo in campo dal neomister Antonello Cuccureddu e capace di mettere in difficoltà i giallorossi per più di una volta con il metronomo Bombagi, MVP dei maremmani,: il risultato è una partita gradevole e bella agli occhi degli addetti ai lavori nonostante la pioggia che ha appesantito il terreno a partire dalla metà della ripresa. Il Lecce conquista tre punti di platino che permettono a Franco Lerda ed ai suoi ragazzi una buona dose di autostima, calma e convinzione nei propri mezzi in preparazione del duo di partite, a conclusione del girone d’andata, contro Frosinone (in trasferta) e Pisa (in casa). 

Perucchini 8: Il migliore in campo è lui: tre interventi prodigiosi, su Giovio al 5’, su Bombagi al 30’ e su Montalto al 71’, suggellano la sua migliore prestazione in giallorosso. Ha una capacità innata nella tempistica delle uscite basse e tra i pali si è sempre mostrato attento, non ha nulla da invidiare ai suoi predecessori.

D’Ambrosio 6,5: Comincia in affanno ma col tempo prende le misure dell’avversario di giornata Gotti e lo contiene senza eccessive sbavature. Nella ripresa cerca il gol ed intraprende un duello personale con il numero 1 grossetano Ivan Lanni che prima devia sul palo e poi sventa due sue belle conclusioni. 

Martinez 6: Non inizia nel migliore dei modi la sua partita sbagliando una serie di passaggi in fase di costruzione ma poi si riscatta con la solita serie di interventi strappa-applausi anche nel campo minato pieno di insidie del terreno bagnato della ripresa.  

Vinetot 5,5: Il suo campionato cominciato con una serie di preoccupanti lacune condiziona la sua prestazione odierna che, soprattutto nei primi 45′, consta di qualche incertezza di troppo nel fondamentale del controllo ed in tre falli dal limite che, fortunatamente per il Lecce, non sono sfruttati dai calci piazzati di Bombagi e Gotti.

Lopez 6: Anche lui è travolto dall’inizio incerto che gli fa sbagliare troppe palle facili; colleziona, suo malgrado, la terza ammonizione consecutiva che gli costa il turno di squalifica nella partita col Frosinone ma nel secondo tempo partecipa attivamente alla difesa con le unghie e con i denti degli ultimi minuti di gioco recuperando tanti palloni. 

Amodio 6,5: Preferito a Parfait all’ultimo, disimpegna bene il suo compito in mezzo al traffico della mediana grossetana e partecipa attivamente ad una fase difensiva, ai punti molto redditizia, e ci mette spesso una pezza sugli inserimenti di Ricci e Delvecchio.

Papini 6,5: L’uomo-ovunque della mediana leccese colleziona un’altra partita di quantità e qualità e non sfigura nel duello col dirimpettaio più tecnico ma meno presente in fase difensiva Bombagi, elemento pericolosissimo dello scacchiere di Cuccureddu. Quei suoi palloni recuperati negli ultimi 10′, seguiti da progressioni prorompenti, valgono come dei gol. 

Melara 6,5: Tanta energia deve essere accompagnata da un pizzico di controllo in più. Inizia in ombra non giocando molti palloni a causa dell’eccessivo uso della fascia sinistra di Doumbia ma sale in cattedra molto bene nella ripresa cogliendo due legni prima con un pallonetto che finisce sulla parte alta del montante alto e poi con una spaccata dal vertice dell’area piccola. Con i minuti perde di lucidità e non riesce ad arare la fascia come in avvio, giusta la sostituzione.  

(dall’85’ Bencivenga SV: riesce a mantenere il possesso palla nelle ultime battute di gioco facendo respirare la sua squadra ed i suoi tifosi.)

Bogliacino 5: La nota stonata della giornata: tocca pochi palloni ed è assente dalla coralità della manovra offensiva leccese. Continua ancora l’interrogativo dettato dal fatto che l’uruguagio e Miccoli calpestano le stesse zone del campo. Il nervosismo dettato dall’insufficienza mostrata lo porta a un lento spegnersi. 

(dal 78’ Salvi 6: sostituisce lo spento Bogliacino e carica ulteriore legna nella mediana giallorossa in previsione del duro finale.)

Doumbia 6: Ha un grande difetto: le sue grandi e formidabili progressioni non sono quasi mai seguite da un passaggio calibrato bene. Questa serie di errori non permette la nascita del gol da una sua percussione; è comunque fondamentale nella costruzione di quella superiorità numerica in avanti che sia vitale per aprire le difese di squadre forti in difesa come il Grosseto. 

Miccoli 6,5: il capitano imprime ancora la svolta del match del suo Lecce, il gol del vantaggio giallorosso, propiziato da un tocco felpato che ha messo fuori causa Burzigotti e Terigi, è una delizia quasi non appropriata ad un campionato come la Lega Pro; potrebbe firmare il raddoppio ma non inquadra lo specchio da posizione favorevole. Nella ripresa anche lui si traveste da operaio e conquista palle d’oro anche nella sua trequarti. 

(dal 65’ Zigoni 6: Più fuori dalla manovra rispetto alle precedenti partite, anche a causa della pioggi, ma sommariamente più che utile nell’economia di un match spigoloso e difficile. Caparbio al 41’ quando ruba una palla quasi morta a Legittimo nell’area grossetana: peccato per lui che il tiro trovi l’opposizione di Burzigotti.)

All.Lerda 7: il suo scacchiere è figlio di una serie di defezioni che restringono il ventaglio delle scelte. L’allenatore di Fossano vince la scommessa Amodìo per Parfait e gestisce bene le fasi concitate del finale rafforzando il centrocampo con la fisicità di Salvi e la sostanza di Bencivenga: la risalita continua e vittorie di carattere, come quella vista oggi sotto la pioggia del “Via del Mare”, sono il miglior viatico in previsione della difficile trasferta del “Matusa” di Frosinone.

Gli avversari: Grosseto

Lanni 7
Terigi 5
Burzigotti 6
Legittimo 5,5
Formiconi 5
Delvecchio 6
(dal 78’ Onescu 6)
Bombagi 7
Ricci 6
Gotti 6,5
(dal 58’ Montalto 5,5)
Esposito 5,5
Giovio 5,5
(dal 79’ Scappini 6)
All. Cuccureddu 6,5

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