L’omossessualità non è una malattia. Si chiuda il profilo Facebook della signora Antonella Persano

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Riceviamo e pubblichiamo. Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di Paisemiu.com


Omosessualita non e malattiaL’amor loci, quella forma resistente di radicamento che attraversa muscoli e desideri, mi muove a farmi accanto ad un luogo che ho abitato e ineluttabilmente inabitata.

In un paese di provincia di un sud facilmente bello per natura, facilmente ostile talvolta brutto per cultura ho trascorso i migliori anni della vita, quelli intellettualmente e biologicamente più densi e produttivi direbbe il filosofo Galimberti. In un paese, di strade sconnesse e persiane da cui clandestinamente si affacciano occhi pruriginosamente curiosi e annesse lingue allegre, ho sperimentato la vita in gruppo nelle forme previste dalla chiesa, dal partito e più autonomamente dall’associazionismo. In un paese a cui non appartengo più, restano legati gli affetti e i legami delle radici, dalla famiglia a certi pochi amici e amiche che restano, malgrado le umane capriole.

Un amor loci che si è fatto in un corpo, il mio, e che mi sospinge in vicinanza ad altri corpi che camminano quelle strade e portano a spasso sogni e attese. Un amor loci che ha imparato un altro respiro e nelle declinazioni delle distanze si sperimenta a molteplici osservazioni.

“Per dare bisogna possedere, e noi non possediamo altra vita, altra linfa che i tesori ereditati dal passato e digeriti, assimilati, ricreati da noi. Fra tutte le esigenze dell’anima nessuna è più vitale di quella del passato”. (Simone Weil)

Mi pungono le esternazioni di una donna, conterranea e compaesana, professionalmente riconosciuta e politicamente identificata, come lei stessa scrive di destra, la sig.ra Antonella Persano. Punge con morsi di veleno quel flusso di affermazioni senza argomentazioni, lanciate come gli “uccelli verdi” di Gino Strada contro la potenza innocente di corpi in divenire. Un’orazione infetta di sentenze messa in mostra su un social network, quale maleficio puntellato contro; contro gli Omosessuali, contro gli Stranieri, contro le Coppie di fatto, contro l’Europa, contro. Per appartenenza ad un partito, la Destra, ad una chiesa, quella Cattolica, ad una nazione, quella italiana, con una postura descritta “con coraggio e senza paura”. Serviva il doppio.

Le affermazioni scritte dalla sig.ra Persano hanno l’illegittimità radicale dell’errore: sono titaniche idiozie senza alcuna sostanza e rilievo culturale, scientifico, politico, filosofico.

L’aggressione sferrata contro gli omosessuali (quindi, lgbt) contiene affermazioni gravi che interpellano responsabilità umane, politiche ed etiche.

È un atto di coraggio dire per esempio che i gay per noi sono malati da curare e quindi non idonei a crescere un bambino”

Nel 1987 il DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) a cura dell’American Psychiatric Association porta a compimento quello che è definito il processo di depatologizzazione dell’omosessualità, si intende che L’OMOSESSUALITÀ NON È UNA MALATTIA. Nel 1990 anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) elimina l’omosessualità dall’International Classification of Disease (ICD).

Le forme d’interazione che la qualità professionale della sig.ra Persano, biologa analista, agisce con medici e pazienti devono essere “protette” dal vigore e dalla sostanza devianti che la dottoressa mette in circolo e in pratica.
Sarebbe auspicabile una dichiarazione, una presa di posizione da parte della “categoria” dei medici presenti nella comunità: per dovere, per deontologia professionale e in quanto “dipendenti” dello Stato italiano. Ai fruitori del servizio offerto dalla sig. ra Persano nella struttura privatamente organizzata, si devono garantire opportune informazioni relative alla postura della succitata signora e, per quanto consentito dalla legge, sollecitare organizzate forme di boicottaggio.

“Dire che l’Italia è cristiana e che la nostra società si base sul valore della famiglia fatta da un uomo da una donna con i figli che verranno se il Signore lo vorrà… dire che le coppie gay per noi sono cavoli personali che non ci interessano… dire che le leggi negli altri Paesi Europei non ci interessano… l’Italia è la nostra Patria e nessuno ci può dire quale leggi fare e quali non fare…”

L’Italia è, secondo quanto affermato dalla sig. ra Persano, un paese confessionale, irreggimentato dalla conduzione religiosa e dalla morale cattolica.

“La democrazia deve garantire ai propri cittadini sia eguaglianza (assenza di discriminazioni economiche, etiche, legali, politiche, sessuali, sociali), sia equità (giusta distribuzione di benefici e responsabilità). Martha Nussbaum invoca questi concetti per assicurare agli omosessuali l’accesso a ogni diritto civile, diritto alla base della giustizia: difficile altrimenti parlare di stato democratico. Ne segue che l’Italia non lo è. Non solo. Privati dei diritti che provengono dalla possibilità di sancire legami matrimoniali, i cittadini italiani omosessuali sono cittadini di serie B. Anzi, di serie C dal momento che, quando aggrediti in quanto gay e lesbiche non vengono protetti da una legge che qualifichi l’omofobia come reato  tutte le volte in cui da essa derivino atti discriminatori e condizione di minorità giuridica.” (Vittorio Lingiardi, Nicla Vassallo in Classificazioni sospette)

“Ovunque è stabilito che è riprovevole essere coinvolti in una relazione omosessuale. E ciò è dovuto a difetto dei legislatori, al dispotismo da parte dei governanti, a viltà da parte dei governati.”  (Platone, Simposio, 182 d)

“Ha ragione Platone là dove dice a proposito dell’omosessualità, che il vero problema non è il sesso, ma piuttosto la democrazia. Non è infatti del sesso che bisogna partire per capire qualcosa della condizione omosessuale e quindi anche di quella eterosessuale. Perché delle due l’una: o si è convinti che la dimensione sessuale sia la dimensione fondante l’intero essere umano, e quindi in grado di esaurire ogni espressione e ogni legame affettivo, oppure si ritiene che ciò che lega due persone è un’attrazione che è sempre e prima di tutto intellettuale ed emotiva, cognitiva e comportamentale, e dunque solo dopo anche sessuale.”  (Umberto Galimberti, in I miti del nostro tempo, p. 36)

Chi discrimina gli omosessuali può mettere ogni modello esplicativo al servizio della loro persecuzione, nella fattispecie non si può vantare alcun modello se non quello della efferatezza irrazionale e bieca per la quale anche il concetto di omofobia resta insufficiente. “Omofobia” non è un termine soddisfacente, dal momento che focalizza  l’attenzione su elementi clinici e individuali, “irrazionali” dice George Weinberg, trascurando la componente culturale e le radici sociali dell’intolleranza e quindi la parentela con modi “di odiare in prima persona plurale” – odi giustificati e sostenuti dal gruppo – quali misoginie, razzismi, xenofobie.

È D’UOPO, QUINDI, ATTIVARE UNA RICHIESTA COLLETTIVA DI CHIUSURA DEL PROFILO FACEBOOK DELLA SIG. RA ANTONELLA PERSANO.

Resisto nell’afflato dell’amor loci e alle Donne e agli Uomini di una Comunità che è altro e deve differenziarsi da queste storture chiedo sguardo e agire di cura verso i giovani e le giovani, loro figlie e loro figli.  E di promuovere concretamente un altro abitare.

“Abitare è discernere ed amare, in tutti gli ambienti umani senza eccezione, le fragili possibilità terrestri di bellezza, di felicità e di pienezza; desiderare di preservarle tutte con una cura ugualmente religiosa; e, là dove mancano, desiderare di riscaldare teneramente le minime tracce di quelle che sono esistite, i minimi germi di quelle che possono nascere.” (Simone Weil)

Graziella Lupo Pendinelli