Pionieri del Salento, Silvia Famularo racconta la storia dell’imprenditoria salentina

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Pionieri del SalentoÈ tornata l’instancabile signora della cultura leccese, è tornata e delizia gli appassionati della storia del Salento con un altro “diamante” da leggere, guardare, ammirare e conservare gelosamente nella propria libreria. Parliamo di Silvia Famularo, giornalista e scrittrice, nemica della banalità e del pressappochismo, sempre alla ricerca dell’idea giusta che racconti la storia da consegnare al futuro.

Negli ultimi due anni ha portato a termine tre lavori che sembrano legati tra di loro, che si sfiorano, non si toccano ma si completano. Dopo “Lecce, mirabili itinerari nei quattro portaggi, tra luoghi e personaggi, aneddoti e curiosità, storia e leggenda” (Capone editore – 2014) nel quale ha raccontato Lecce nella sua interezza, e “Divine Tavole. L’arte del gusto nel Salento” (Grifo edizioni – 2015) col quale ha presentato le famosissime tavole imbandite e le innumerevoli ricette salentine, ecco la sua ultima fatica: “Pionieri del Salento. Storie di vite straordinarie oltre il loro tempo”, (Grifo edizioni – 2016), nel quale racconta di ben 41 famiglie di imprenditori salentini che, dalla fine dell’800 ai giorni nostri, hanno fatto la storia lavorativa dell’imprenditoria.

Silvia FamularoScrivere e descrivere, accompagnando il lettore oltre lo spazio e oltre il tempo, è stata la missione portata a termine dalla scrittrice leccese che, alla fine del libro, alla chiusura dell’ultima pagina, lascia al lettore la sensazione che dal passato c’è tanto da imparare per costruire il futuro. Ed è bello vedere, notare e accorgersi di come la figura della famiglia e di un rapporto romantico con i dipendenti, che odora d’un tempo antico, abbia fatto la fortuna di tantissime famiglie.

È un libro che dovrebbero leggere soprattutto i giovani per capire che sognare è lecito, e che gli esempi sono il miglior maestro per imparare e riuscire a trovare il coraggio di osare in una terra, il Salento, nella quale c’è tanto da fare.

Il libro è dedicato al Professor Luigi Montefusco, venuto a mancare nell’agosto scorso, collega e amico fidato col quale Silvia Famularo ha collaborato nella stesura di diverse opere.

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