Politica educata. Quale? Al via un corso formativo organizzato dall’Arcidiocesi di Lecce

0
36

Lecce – La scuola di Formazione politica dell’Arcidiocesi di Lecce ha presentato  per la serie “La Politica Educata” la 3^ Edizione di “Osare il futuro”, l’evento online dal titolo “L’economia sostenibile: opportunità e percorsi di sviluppo territoriale.”

Il tavolo di lavoro si prolungherà il 12 e il 26 febbraio prossimi con i rispettivi argomenti: “Il rilancio dell’economia dopo il coronavirus alla luce della “Laudato Si” e “Il futuro del lavoro dalla necessità all’urgenza del cambiamento”.

Nel primo incontro è intervenuto il prof. Marco Frey, docente presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, presidente del Global Compact Italy, organismo dell’ONU che focalizza l’impegno delle aziende sul tema della sostenibilità. Il relatore, introdotto dal dott. Francesco Capone, ha trattato della capacità di gestire le risorse del pianeta, senza compromettere l’equilibrio tra le generazioni successive, mettendo a disposizione le sue conoscenze tecniche derivanti dal suo ambito cultural-professionale e che vertono specificamente attorno all’economia che determina l’ossatura del Belpaese.

Sono state illustrate, dunque, in pillole, le direttive teoriche-pratiche con la finalità di salvare il Paese nell’ottica di una equità intergenerazionale. Il relatore ha asserito che, relativamente alla cosiddetta sostenibilità, se ne parla da quarant’anni, sostanziando tutto in tre punti salienti, il primo che tocca l’impellenza del senso di una crescita economica equilibrata. Ad esso seguono il progresso sociale e il miglioramento della qualità della vita.

Nella sua prolusione, Fray ha spostato l’attenzione sulla tutela e la valorizzazione dell’ambiente. In fatto di sostenibilità  – sostiene il docente – nell’ultimo decennio si è cercato di definire un diverso percorso, rispetto a ciò che era tracciato. Siamo ora orientati verso una “green economy”, passando dall’uso di energie rinnovabili, la riduzione dei consumi, razionalizzando la diffusione del prodotto finito in commercio e poi il riciclaggio dei rifiuti.

Questa direzione presso la quale seguire la difesa del capitale naturale, che è alla radice della conservazione del territorio, abbraccia l’ambiente e tutto ciò che esso comporta, l’agricoltura, la pesca, il turismo, la salute pubblica, i soccorsi e la ricostruzione dai disastri naturali. Il rilancio dell’economia, anche dopo il covid-19, secondo questa posizione, fa sì che vi siano delle ricadute positive anche per l’occupazione. Nel perseguimento di questo nuovo modello di sviluppo sono chiamati in causa tutti i Paesi, in particolare le Organizzazioni non profit. Ci si chiede, in definitiva, si risolverà il problema della sopravvivenza nel senso più largo del termine? L’occasione rende ottimisti, non è molto ma è già qualcosa.