Pagliaro (FI): “Autonomia della Puglia, Emiliano non improvvisi quello che non conosce”

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Lecce –  “Ho preso atto della volontà del Governatore di Puglia, Michele Emiliano, di chiedere maggiore autonomia per la Puglia sulla falsariga di quello che si sta provando a fare in Lombardia e Veneto, e di un tavolo di lavoro formato dai rappresentanti dell’Ente regionale, docenti di diritto pubblico e costituzionale, dall’Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali, coordinato dal Capo di Gabinetto del presidente”.

Così Paolo Pagliaro, dell’Ufficio di presidenza Nazionale Forza Italia. “Il fatto che si inizi a parlare di autonomia può soltanto farci piacere, visto che – continua- sono ormai tanti anni che proviamo a spiegare l’importanza di una riforma basilare per il futuro dell’intero Paese, di una riforma che parte proprio dai territori. Non vorremmo però che si continuasse a fare confusione sul tema delle autonomie. La strada da seguire è quella del Federalismo liberale di Carlo Cattaneo e del Federalismo fiscale territoriale utile per il Sud: le aziende devono pagare le tasse dove producono il reddito. Prendiamo in esame il neo regionalismo: è una riforma che riguarda tutti perché rappresenta l’occasione di crescita più ghiotta per l’intero Paese. Dobbiamo parlare di Autonomia e centri di potere più vicini alle esigenze di ogni territorio. Bisogna rivedere l’intero impianto istituzionale per non creare nuove disparità: tutte le regioni devono essere uguali, avere stessi diritti e stessi servizi. I vantaggi di un riordino territoriale sono molteplici ad iniziare da un sostanziale risparmio dei costi. L’obiettivo è ridisegnare il Paese in 31 nuove regioni o dipartimenti virtuosi, lontani dai privilegi e dagli sprechi, cancellando le attuali regioni, le provincie e gli enti inutili, mantenendo soltanto tre livelli istituzionali omogenei. I tempi sono maturi, e noi che abbiamo sempre portato avanti questa battaglia siamo ben lieti di mettere a disposizione tutti i nostri strumenti. Emiliano -conclude- non improvvisi quello che non conosce e ne parli con chi ha già posto una pietra miliare sul futuro del neo regionalismo”.