Vis a Vis con Beppe Longo

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Beppe Longo

Le campagne continuano a fiorire, allora la cultura non si può arrendere. Quale tempo e modo migliori per dare libero sfogo all’indole per la scrittura se non quello trascorso in “confinamento” – o lockdown, come ci siamo abituati a dire – per colpa di un microscopico nemico che attanaglia ancora oggi le vite di quasi 4 miliardi di persone, metà degli abitanti sulla terra, il più tristemente noto Coronavirus, o Covid-19?

Così ha fatto Beppe Longo, noto giornalista e scrittore di lungo corso che abbiamo incontrato per la nostra rubrica “Vis a Vis”.

Longo, dicevamo, ha messo a frutto questo “tempo sospeso” per concepire e partorire la sua ultima fatica in campo letterario, “Quinzio in quarantena” (Ed. Minigraf, luglio 2020), libro in cui (come è riportato in copertina) “non si limita a riportare pensieri, emozioni e riflessioni, ma partecipa ai drammi collettivi che sconvolgono e provocano cambiamenti sociali…”

Ma l’intervista racconta tanto altro di lui: la sua giovinezza come docente a scuola, i brividi dei “cominciamenti” nel mondo del giornalismo, un mestiere, questo, che non lo abbandonerà mai più fino a trascorrere gli ultimi trent’anni fra le strade e le case del suo paese e di quelli viciniori, per raccontare ai lettori de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, opere e giorni di un vissuto quotidiano da molti conosciuto proprio e soltanto grazie ai fiumi d’inchiostro sgorgato dalla penna di Beppe Longo. Che di Squinzano non è stato solo un corrispondente, ma anche Primo Cittadino …

Il resto lo ascolteremo dalla sua viva voce nell’intervista che segue.