La passione del cinema sulla rotta Italia-Spagna: a Lecce gli “eterni amici” di José María Peña

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José María Peña insieme ad Annalaura Giannelli, presidente dell’Istituto di Cultura Salentina

Lecce – La sacralità del cinema italiano e la donna, il calore di Lecce e quello di Siviglia. In una miscela di passione e bellezza animano la pittura di Josè Maria Pena Gallardo, artista andaluso che si può apprezzare anche al Museo europeo di arte moderna di Barcellona, dove è esposto il suo “Flamenco 4 C”. A Lecce, invece, fino al 5 giugno si può ammirare la sua mostra “Uno sguardo particolare”, organizzata dall’Istituto di Cultura Salentina e dal Centro Culturale Italiano di Siviglia. Pitture esposte nella chiesa di San Francesco della Scarpa, in pieno centro storico.

Lei dipinge i miti del cinema, li chiama “i miei eterni amici”: perché?
«L’amicizia è uno dei valori della vita e personaggi come Gassman, Sordi, Anna Magnani, sono eterni. Li considero amici perché proprio come i veri amici anche se non sono presenti fisicamente, sono sempre con me».

Cos’è il cinema per lei? E in che rapporto lo considera con la pittura?
«È una passione e una necessità. È una fonte di ispirazione per me e, così come fa il cinema, cerco di raccontare delle storie con i miei quadri».

Marcello, Sofia, Federico, Vittorio, Claudia, Alberto: chi è per lei ognuno di loro?
«Sono la storia del cinema. Marcello l’eleganza e la dolcezza. Sofia è l’Italia con volto di donna. Federico la follia creativa. Vittorio la tecnica e la forza. Claudia la bellezza e Alberto la tragicommedia».

Quali maestri l’hanno influenzata? E per cosa?
«Esteticamente Visconti. Il cinema di Visconti è pura pittura in molti momenti».

Cosa pensa dell’attuale cinema italiano?
«Mi piace e vedo tutto il cinema italiano. È difficile che raggiunga il livello dell’epoca d’oro ma autori come Sorrentino vi si stanno avvicinando.

Lei riesce a cogliere una certa intimità delle donne: cosa la colpisce di quelle che ritrae?
«Quando le dipingo cerco di arrivare fino all’anima. Mi piace che mi parlino attraverso la pelle e lo sguardo».

Qual è la sua idea di femminilità?
«Forse non è una idea, è una sensazione, difficile da spiegare. Una strana combinazione di bellezza, dolcezza e forza interiore».

E qual è il suo rapporto con le donne?
«Soprattutto di ammirazione. É qualcosa che credo affiora nelle mie opere. Mi piace ascoltarle e imparare da loro».

Ha visitato Lecce? Ha rinvenuto somiglianze con Siviglia e l’Andalusia?
«Certo. Ho passeggiato per il bellissimo centro storico, mi sono perso per le sue strade e il mio pensiero andava spesso alla mia terra. Clima e colori simili. A Lecce si respira arte come nella mia città, Siviglia».