8 marzo, festa delle donne? Magari fosse la festa della buona politica

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Come sarebbe la nostra Italia se alla sua guida ci fosse un governo di donne? Chissà in quante si saranno posta questa domanda quando, guardando una seduta in Parlamento, hanno notato una lunga distesa di abiti scuri e improbabili cravatte. Di sicuro il governo sarebbe più “colorato”, avrebbe più stile e sarebbe più attento ai dettagli.

Frivolezze? No, è solo l’immagine che gli uomini ci hanno inculcato per anni di noi stesse. È pur vero che non è una “questione di sesso” ma di capacità di gestire la cosa pubblica e governare nel senso più generale del termine ma, mi domando, ci abbiam mai provato?

Le ultime elezioni hanno inneggiato ad una possibile ventata di cambiamenti con l’arrivo di Grillo e dei suoi saltellanti seguaci ed effettivamente, qualche nome in rosa è comparso. Finalmente! Speriamo che almeno loro ci facciano fare “bella figura” visto che, negli ultimi anni, le figure femminili in politica non hanno lasciato il segno tangibile che tutte noi ci aspettavamo. Diciamoci la verità; un governo in rosa è troppo difficile da immaginare per i signori maschietti. Sarebbero le donne dedite alla corruzione? Si giocherebbero la loro carriera politica per una notte a luci rosse con qualche bel maschione? Firmerebbero leggi che distruggono il futuro e la salute dei loro figli? E chi lo sa! In fondo in Italia non ci abbiamo mai provato e intanto aspettiamo con ansia questo vento di cambiamento.

In attesa del “Salvatore” assistiamo all’ultima condanna per Silvio Berlusconi, siamo costretti ad attendere la traduzione delle interviste che Grillo rilascia solo a testate straniere, a pregare per il tormento di Napolitano, a domandarci se il PD farà resuscitare Renzi come Lazzaro e, dulcis in fundo, a giocare con il “toto Papa”!

Ma perché? Perché Grillo non ci racconta cosa intende fare, come organizzarsi per aiutare questo Paese a risollevarsi piuttosto che preoccuparsi delle congiure dei media nei confronti del suo Movimento? Perché il PD non ha “lasciato fare” prima di queste elezioni ad un giovane fiorentino tanto stimato da molti giovani di destra e di sinistra? E perché il Pdl non si è riorganizzato al suo interno eclissando la figura ormai stantia di Berlusconi?

Sono domande che voglio pormi da donna! Voglio rispondere tentando di sfruttare il nostro spiccato sesto senso, il nostro intuito formidabile, la nostra sensibilità nel capire la psicologia altrui; mi sforzo ma non riesco a fornirvi una risposta. Forse è questo il guaio, noi donne ci “arrendiamo” di fronte alle “debolezze” degli uomini, un sospiro, una pacca sulla spalla e ci rassegniamo al pensiero che “sono uomini” e da loro di più proprio non si può pretendere.

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