EXPO 2015: tutto pronto. Partenza, via!

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Expo2015Forse non proprio tutto pronto, ma pazienza. Ormai ci siamo, Expo 2015 è stata inaugurata ieri mattina dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. In una giornata uggiosa alla presenza delle delegazioni dei 145 Paesi che presenziano all’esposizione universale, il tricolore italiano sulle note dell’Inno di Mameli della banda dei Carabinieri è stato issato.

Tutte le polemiche e gli scandali che hanno preceduto l’evento sono messi da parte, o almeno si prova a metterli da parte, perché ora i riflettori del mondo sono puntati su Milano e sull’Italia. In passato con le esposizioni universali si era soliti dimostrare la potenza economica raggiunta dal Paese ospitante, oggi la ratio che sottende tali eventi è differente ma ciò non toglie che fare una brutta figura non conviene proprio a nessuno.

Il tema di Expo Milano 2015 è “Nutrire il pianeta. Energia per la Vita”, uno scopo nobile se si tiene conto della redazione della Carta di Milano che verrà consegnata al Segretario generale della Nazioni Unite, Ban Ki-Moon. Una potenziale occasione dunque per l’Italia; il flusso di visitatori previsti verso i padiglioni della fiera e verso le altre mete turistiche italiane è di circa 20 milioni di persone, e quando si parla di tali cifre è facile intuire l’indotto economico che potrebbe derivarne per la nostra economia.

Ma con tutta la buona volontà, pur provando a dimenticare i tanti problemi che nei mesi scorsi hanno preceduto l’apertura dell’evento, le immagini giunte da Milano nel pomeriggio di ieri non contribuiscono di certo alla “vittoria della scommessa” tanto auspicata dal Premier italiano. E gli spot quali “oggi inizia il nostro domani”, tra la delusione anche dei più ottimisti, sembrano lasciare il tempo che trovano.

Non certo per le manifestazioni pacifiche di dissenso dei tanti, tantissimi giovani che per i più svariati motivi si oppongono all’Expo, rivendicando, chi una maggiore giustizia sociale e chi denunciando la presunta farsa della manifestazione in quanto messa in piedi da multinazionali. Ma com’è noto, spesso, nelle grandi occasioni, nei cortei di protesta si inseriscono gruppi di violenti pronti a dar sfogo alla propria rabbia mettendo a ferro e fuoco ciò che gli si para davanti. E così è stato.

I famigerati Black Bloc hanno fatto la loro comparsa, e tra vetrine in frantumi, auto e banche incendiate, lancio indiscriminato di molotov e bombe carta, non si può dire abbiano fatto trascorrere un bel pomeriggio ai milanesi. Il bilancio del pomeriggio di follia è di 11 feriti e 10 fermati, ma com’è altrettanto noto nelle prossime ore le immagini delle telecamere piazzate per la città aiuteranno a fare chiarezza ulteriore sull’identità di questi soggetti.

Nonostante tutto, la prima giornata ha fatto registrare già 200 mila visitatori. Un ottimo risultato se si pensa al meteo incerto e soprattutto agli annunciati tafferugli. Inutile commentare oltre su quanto accaduto ieri e soprattutto negli ultimi mesi, sarebbe bene invece riflettere su come evitare che si ripeta non solo per non scoraggiare i turisti ma anche per ridare fiducia a quegli italiani onesti che tra corruzione e malaffare l’unico futuro che riescono a vedere è lontano dallo Stivale italico.

Expo 2015 quindi è ufficialmente partita, tra mille problemi e ritardi, ma ormai è partita. Spetta all’Italia e agli italiani saper cogliere un’occasione che non capita tutti i giorni, se non altro per valorizzare i nostri prodotti, il nostro territorio, la nostra identità e la nostra cultura che sappiamo essere indissolubilmente legata al cibo, quello sano.

Un’occasione anche per i più scettici che avranno l’opportunità di far conoscere al mondo le loro perplessità nei confronti delle politiche adottate da alcune multinazionali. Un’occasione, infine, anche per la nostra Puglia che oltre che promuovere l’eccellenza e l’invariata qualità dei suoi prodotti potrebbe sensibilizzare l’opinione mondiale sulla anomala questione che sta affliggendo i suoi ulivi.