Politica e partitismo

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Quando si parla di politica generalmente viene spontanea la domanda ”A quale schieramento politico pensi di appartenere”? Anche se l’endemica appartenenza è un termine desueto, con il crollo delle ideologie si sperimenta un nuovo modo di intendere la piccola e grande politica. Capita spesso di ascoltare discorsi di molti cittadini che ammettono di votare i leaders più simpatici e convincenti. Eppure i partiti hanno da sempre  fatto la storia della politica. Vari colori sono stati destinati al credo ideologico, salvo, accade, cambiare colore all’occorrenza. Ma ciò è nella logica del pensiero che veicola sempre nuovi significati.

“Anche i ghiacciai  si sciolgono”, un detto abbinabile ad un mutamento delle posizioni di partenza.  Permane talvolta la difficile coesistenza delle idee, di tutta evidenza, che determina il quadro politico dei partiti che governano. Tra i giovani, in particolare, nuove idee si formano, vengono manifestate, condivise e poi sposate. Ciò sicuramente non è anche  unico appannaggio della classe dirigente, in una certa misura ciò pervade anche il mondo colto. Gli uomini passano, cambiano i tempi e si accomodano nuove posizioni che hanno vari sensi di diversa portata. Una volta si diceva “vado al partito”, attualmente un buon partito è quello che si sceglie per avere una invidiabile condizione di vita. Un tempo ciò era riferito esclusivamente al patrimonio d’amore. Adesso siamo per fortuna meno legati a stigmi indelebili e portati ad un pensiero più proclive a cambiare pelle. Politica non significa necessariamente inquadramento politico ma indirizzo da percorrere per approdare, ci si augura, a qualcheduna certezza, che sia una fonte di forze uguali e contrarie che rendono affascinante il mondo della politica, di ispirazione eraclitea.