Va in scena – Blow Up (1966)

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È l’estate del 1964 e Michelangelo Antonioni, occupato nelle riprese di “Deserto Rosso”, legge le Bave del Diavolo, un racconto dello scrittore Julio Cortázar. Ne trae le idee essenziali per la creazione di una pellicola che diventa uno dei più importanti film degli anni Sessanta e uno dei più significativi esempi di capolavori del Cinema d’essai.

Il regista, candidato alla Migliore sceneggiatura originale, dirige i lavori per la creazione di un film che ritrae le vicende di un fotografo londinese, intento a realizzare un libro fotografico, che va alla ricerca di qualcosa che completi il suo lavoro e che lo soddisfi.

Il giovane Thomas gira per Londra con la sua Rolls Royce, fino a quando non si imbatte in una coppia che cerca segretamente di fotografare. Un evento che segna particolarmente la sua attenzione dopo averne analizzato minuziosamente i negativi ottenuti. Negativi che nascondono delle immagini agghiaccianti e misteriose che portano Thomas a chiedersi se tutto quello che sembra reale lo sia.

Il film viene distribuito nelle sale cinematografiche americane a partire dal 18 dicembre 1966, arriva in Italia il 27 Settembre 1967 e giunge ad ottenere un totale di incassi pari a 20.000.000 milioni in tutto il mondo.

Blow Up è un film di mistero, è un drammatico che colpisce la critica fin da subito arrivando ad essere considerato “un’allegoria esistenziale sull’indecifrabilità del reale”. Influenza registi e ottiene numerosi riconoscimenti, si fa strada grazie ad attori dal calibro di David Hemmings e Vanessa Redgrave e in 111 minuti riesce a far riflettere e lascia destabilizzato un lettore scosso dalla realtà messa in scena.