Dialoghi della mente – Il mito di Alcesti: il coraggio di essere donna [VIDEO]

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Gli stereotipi vogliono che, nella tradizione occidentale, il coraggio sia prerogativa esclusivamente maschile. A confermarlo sembrerebbe l’etimologia del latino virtus (coraggio, appunto), derivato da vir, termine che indica il maschio adulto dotato di responsabilità politica e valore militare.

Esiste però un mito ancestrale che dimostra come i nostri più remoti antenati attribuissero anche alle donne un loro peculiare coraggio. Tale storia è nota soprattutto per la rielaborazione teatrale che ne offrì l’ateniese Euripide in una tragedia del 438 a.C., intitolata proprio col nome della protagonista: Alcesti.

Euripide narra dunque di una donna che, seppur disperata, si separa dal marito e dai figli con una determinazione che non trova riscontro in altri personaggi femminili della tragedia greca.

E’ la storia di tante – troppe – donne del nostro tempo. La storia significativa di una donna che dà un nuovo significato al confine simbolico fra mondo maschile e mondo femminile: pur non portando armi e non difendendo la patria, ella dà prova di un coraggio che, al pari di quello dei guerrieri, consiste nel dono assoluto di sé. Il coraggio femminile, con le proprie specificità, si affianca a quello maschile e lo integra; tanto che il lieto fine della storia dipende dall’incontro di entrambi, del sacrificio di Alcesti col salvataggio da parte di Eracle.