“Figlia mia”, l’ultima fatica letteraria di Rossella Maggio

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Rossella Maggio, scrittrice, poetessa e docente nella scuola superiore, vive e lavora a Lecce. Nel Gennaio 2013 pubblica il suo primo romanzo “In sostanza l’amore”, che ha incontrato il favore del pubblico e della critica. Da qui, con cadenza annuale la sua produzione si arricchisce di “In amore per amore con amore” nel 2014 – in cui compaiono alcune poesie scritte a quattro mani con lo scrittore Alberto Bevilacqua- mentre nel 2015 si aggiunge “Fata del cuore mio “ e nel 2016 la sua seconda raccolta di poesie “Sorrisi Segreti”.


“Figlia Mia” (Edizioni Caosfera – 2017) è l’ultimo lavoro di Rossella Maggio. Un intenso e complesso romanzo psicologico, in cui la scrittrice scava magistralmente nei personaggi, rivelando al lettore i loro stati d’animo, scomode verità, moti interiori, emozioni che ruotano e si dispiegano intorno ad essi. In tale prospettiva c’è una forte caratterizzazione dei personaggi, che rende la lettura molto interessante.

Nelle pagine del libro vengono ritratti spaccati di vita di giovani donne che filtrano la loro esistenza attraverso il rapporto difficile e problematico con la figura paterna. Interessante il tessuto narrativo all’interno del quale scorrono due piani temporali: il romanzo è ambientato nella Lecce odierna e in quella ai tempi del brigantaggio. Due piani temporali che, arricchendo il testo, corrono paralleli attraverso la descrizione minuziosa di due epoche storiche lontanissime e differenti tra loro, segnati dai due protagonisti: Celeste e Mora. Un espediente questo che riesce a dare maggior respiro al romanzo e rendere più accattivante la trama narrativa.

Le vicende narrate si snodano, però, intorno alla figura di un adolescente. Si tratta di Celeste, con tutto il suo variegato mondo, fatto di ansie, di ricatti emozionali, contraddizioni, ribellioni e disagi, e alle prese con una madre, Livia, distruttiva e manipolatrice. Proprio in Livia la scrittrice concentra quanto più di negativo possa esserci in una donna, in una moglie e madre, che delinea come decisamente arrivista, egocentrica e autoreferenziale. Al suo temperamento manipolatore e negativo, però, si contrappone l’aggraziato personaggio di Lia, in virtù del quale avverrà il riscatto di Celeste.

Le vicende si dipanano rincorrendosi nelle pagine del libro con uno stile narrativo secco e diretto. In ogni caso, il linguaggio è elegante e ricercato, rivelando le opacità di una realtà a volte cruda, spietata e fredda, dove il nonsenso contamina proprio il senso delle cose, e dove il “tutto possibile” sembra eccedere sul reale.

Di grande suggestione è il dialogo medianico tra Celeste e Mora vissuta più di un secolo prima, creando così nelle pagine un’atmosfera di mistero, di suspense.

Con questo libro Rossella Maggio ha voluto accendere un faro sul mondo delicato complesso e difficile qual è il mondo dell’adolescenza.
Oggi i ragazzi sono particolarmente vulnerabili, soggetti ad ansie che spesso non sanno gestire da soli e che li portano, sovente, a compiere gesti contro la loro persona, così come avviene per Celeste, che tenta il suicidio per esprimere il forte disagio interiore scaturito, nel libro, da un rapporto difficile con una madre negativa, che manipola la figlia e le fa odiare il padre, inducendola a gesti estremi contro questo.

Un bel romanzo in cui viene scandagliata, con la scusa delle vicende cui sono chiamati a vivere i personaggi, la psiche umana con tutte le sue contraddizioni, le sue ambivalenze, le sue problematicità, paure e speranze, dove comunque le ombre vengono impetuosamente spazzate da una luce intensa e salvifica che redime e acquieta ogni cosa.

1 COMMENTO

  1. “Figlia mia” è la parola più dolce espressa con tanta tenerezza da una mamma verso una figlia quando c’è totale armonia tra loro! Però, non sempre accade oggi che questa parola venga pronunciata da alcune mamme, perché in loro c’è antagonismo, specie quando le figlie sono giovani competitive in alcuni contesti sociali con le mamme e viceversa… Il mondo della donna è un mondo tutto particolare a se stante, che è come camminare sul filo del rasoio. Certo che nella donna c’è un mare di umiltà e di amore che manca nell’uomo perché è nella natura della donna! Ma guai quando questo mare…attraversa momenti di tempesta psicologica e sentimentale, la donna perde la sua femminilità e i lumi della ragione. Niente la convince a ritornare in sé e usare il senso della ragione! Questo libro a mio parere può aiutare noi lettori a comprendere meglio la famiglia e i rapporti tra genitori e figli, perché l’educazione parte sempre dalla famiglia se si vuole costruire una società a misura d’uomo! Non perderò tempo a leggere il libro, poi avrò modo di comprendere meglio la trama! Complimenti e auguri Rossella!

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