Premio Lupiae 2014, Airan Berg : “Cedo questo riconoscimento al mio staff, è grazie a loro se io sono qui”

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A. Berg

LecceAiran Berg, il coordinatore artistico che ha avuto i suo natali a Tel Aviv, ha ricevuto ieri il Premio Lupiae 2014 per l’impegno e la professionalità dimostrata nell’organizzare il progetto Eutopia che ha portato Lecce a raggiungere la fase finale per diventare Capitale della Cultura 2019. Berg che non è nuovo a questo tipo di “vittorie” portò Linz, una piccola cittadina austriaca, a vincere l’importante titolo nel 2009.

Premiazione

Sorridente, simpatico e sarcastico, questo il Berg che i numerosi presenti hanno potuto ammirare nell’Open Space di Palazzo Carafa a Lecce. Il riconoscimento è stato consegnato dalla professoressa Flavia Abati, Presidente dell’Accademia della Nike che ha organizzato l’evento in collaborazione con Paisemiu.com.

L’israeliano ha dialogato con Antonio Soleti e Marcella Negro, rispettivamente Direttore Editoriale e redattrice del web giornale Paisemiu.com

Ed è proprio alle domande del nostro direttore che Berg ha risposto spiegando il suo punto di vista, manifestando in modo serafico la stima per il Salento e i suoi abitanti:

“Questa è una terra meravigliosa; sono rimasto colpito dalle idee sorprendenti che i giovani hanno. I leccesi donano molto al loro territorio; ogni persona è un creatore di cultura. E qui non si fa cultura per soldi ma per il beneficio della comunità. Si creano laboratori, festival e manifestazioni in modo che tutti possano usufruire della cultura. E io amo queste cose perché sono un capitalista culturale di professione”.

Poi sorride ed elargisce semplicità ai tanti collaboratori accorsi per stare al suo fianco ed è proprio a loro che dedica il premio: “Sono felice, sono onorato ma confuso – ride e si emoziona, poi continua – La prima cosa che mi verrebbe da dire sarebbe grazie mamma. Non penso di meritare questo premio, sono qui da un anno e il risultato ottenuto, raggiungendo la finale, è merito del mio staff, di tutti i ragazzi che lavorano, compresi tutti i volontari; se voi me lo concedete questo premio io vorrei cederlo a loro. Non saremmo arrivati qui senza il loro prezioso apporto”.

Non pronuncia una parola di Italiano, Berg, ma i suoi sorrisi sono una lingua universale e non c’è torre di Babele che tenga di fronte alla radiosità di chi ha il cuore che sa gioire.

Subito dopo, continuando il dialogo con chi lo intervistava, prosegue: “Diventare la capitale della cultura non risolve di certo i problemi che ci sono, il riconoscimento non è un Ufo che arriva chissà da dove a cancellare le negatività, però sarebbe importante vincere, perché si creano dei meccanismi importanti che possono dare buoni risultati. Sarà una finale difficile, noi dobbiamo mantenere le nostre promesse, dobbiamo lavorare e generare fiducia, poi si vedrà”.

L’ultima domanda di Soleti è stato un abbraccio d’orgoglio per tutto il Salento: “Lei, se dovesse scegliere dove vivere, sceglierebbe Linz oppure Lecce?” E qui, senza esitazione alcuna, Berg ha risposto così: “Ora vivo a Lecce, e sceglierei Lecce”

Al termine, il vice presidente dell’Accademia della Nike, lo scrittore Ferdinando Scavran, ha omaggiato Berg con la trilogia dei suoi libri. Lui contento ha ringraziando con una promessa: “Prometto che per il 2019 avrò imparato l’Italiano”.

Alla conferenza è seguita l’esibizione di Elisabetta Guido, nota vocalist jazz a livello nazionale e internazionale accompagnata alla tastiera da Carla Petrachi, affermata pianista e artista poliedrica.

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