Fòcara Social Club, revocato il finanziamento. La Presidenza del Consiglio dei Ministri chiede alla Fondazione la restituzione di oltre 56mila euro

1
369

Novoli (Le) – Ci risiamo, si torna nuovamente a parlare di Novoli, della festa a Sant’Antonio Abate e di tutti gli eventi collegati ad essa, ma ancora una volta, non sono buone notizie.

Al centro degli ultimi sviluppi la Fondazione Fòcara, ed un progetto ad essa collegato: il Fòcara Social Club.

Occorre però procedere con ordine: nel 2014 il progetto risulta idoneo nell’ambito dell’avviso pubblico “Giovani per il sociale”, il cui scopo primario è la realizzazione di progetti promossi dai giovani per la valorizzazione dei beni del Mezzogiorno; il progetto viene pertanto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. In questo contesto si inserisce l’opera della Fondazione che, in collaborazione con il Comune di Novoli, promuove la candidatura del progetto, dopo un percorso formativo che ha coinvolto 55 giovani novolesi per acquisire le competenze in ambito turistico, culturale e ambientale, con lo scopo di coinvolgere i giovani della comunità nella valorizzazione innovativa della cultura locale e delle tradizioni.

La prima fase del progetto ha riguardato la raccolta di tutto il materiale inerente alla Fòcara e alla sua tradizione, in particolare libri e testi, fino ad allora mai catalogati ufficialmente; è seguita poi la fase della condivisione in rete con le altre comunità con dei rituali collegati con il fuoco, censite dall’Università del Salento; si mirava così a creare una “rete del fuoco”, attraverso la quale avviare dei gemellaggi e dei protocolli d’intesa con tali comunità, allo scopo di intessere nuovi rapporti per poter meglio valorizzare i riti del fuoco.

Il tutto sarebbe dovuto approdare nel “Fòcara Camp”, una giornata dedicata ai giovani e allo scambio culturale, presso la sede nella Pinacoteca museo del Fuoco. Realizzando una piattaforma on line Peer to Peer, grazie alla quale tutti gli utenti avrebbero potuto rendere le proprie risorse accessibili ad altri.

Fin qui sembrerebbe tutto perfetto, almeno sulla carta e nelle intenzioni, tuttavia non tutto è andato secondo i programmi. Una delle direttive del bando, prevedeva il completamento delle attività entro venti mesi dalla data di partenza del progetto: il 9 marzo 2016, una scadenza che non è stata rispettata, visti anche i conti bloccati della Fondazione, a causa  dei decreti ingiuntivi emessi nei suoi confronti e che hanno ostacolato la rendicontazione dei risultati, impedendo di fatto l’erogazione, da parte del ministero, delle successive tranche.

Viste le continue richieste di proroga da parte della Fondazione, non è stata rispettata la scadenza, prevista il 9 novembre 2017, per il completamento degli obiettivi progettuali, ciò ha portato il Dipartimento della Gioventù a revocare l’intero finanziamento previsto: “la Fondazione Fòcara di Novoli dovrà procedere al rimborso di euro 56.688,60, erogato dal Dipartimento a titolo di prima tranche – si legge nell’avviso – in caso di mancata restituzione delle somme dovute, si procederà all’escussione della polizza fideiussoria stipulata dalla Fondazione a garanzia dell’intero importo della prima tranche di cofinanziamento”.

Una notizia che rammarica non solo per l’ennesima preziosa occasione persa, visto l’impatto che l’intero progetto avrebbe potuto avere sul territorio, ma anche per gli oltre 55 giovani novolesi, i quali non verranno più retribuiti, nonostante i 18 mesi di attività sottoscritti nel contratto di lavoro.

A poche ore dall’ufficialità della perdita del finanziamento, arrivano le prime reazioni, da parte di Giovanni De Luca, all’epoca dei fatti Presidente del Consiglio Comunale di Novoli ed attuale presidente del Movimento per Novoli che evoca il ricorso di fronte alla decisione del Dipartimento:  Non mi sento di andare ora alla ricerca di responsabilità, che pur ci sono ed ho una mia precisa idea basata sulla conoscenza dei fatti e la lettura dei documenti amministrativi, ma al dott. Venneri chiedo di tentare un ricorso, come previsto dal decreto, innanzi al Tar del Lazio nei modi e nei termini previsti dalla legge”.