Detenuto sferra un pugno ad agente spedendolo in ospedale. L’OSAPP: tutto questo non è più tollerabile

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Polizia Penitenziaria

Lecce – Ancora violenza in carcere a danno di un agente di Polizia Penitenziaria. Nel pomeriggio di domenica, intorno alle 19, nella casa circondariale di Borgo San Nicola, a Lecce, un detenuto italiano ha aggredito un agente che lo aveva richiamato all’ordine chiedendogli maggiore rispetto del regolamento carcerario. Il detenuto ha reagito con violenza al richiamo, sferrando un pugno e colpendo al volto l’assistente capo, procurandogli un trauma facciale con evidenti ecchimosi e la rottura di un dente. L’agente è stato soccorso dai colleghi e trasferito immediatamente all’ospedale “Vito Fazzi” per le cure opportune.

“L’episodio – l’ennesimo dopo altri fatti similari accaduti negli istituti di Turi, Taranto e Foggia – è un fatto che non può più essere tollerato”:  a dichiararlo è Pasquale Montesano, segretario generale aggiunto dell’OSAPP (uno dei sindacati della Polizia Penitenziaria) il quale ribadisce anche “la necessità di un risolutivo intervento non più rinviabile, pena maggiori conseguenze per le donne e gli uomini della polizia penitenziaria, da parte della Regione Puglia. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando ed il capo del DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria), Santi Consolo, devono con carattere di assoluta urgenza intervenire presso gli organi preposti alla Regione Puglia al fine di rendere vivibili e più sicuri gli istituti penitenziari pugliesi”.

“Fin da ora annunciamo – conclude Montesano – iniziative di protesta tese al raggiungimento di risultati non più procrastinabili per il passaggio alla dipendenze del Ministero dell’interno o, in alternativa, all’istituzione di un Dipartimento di Polizia Penitenziaria. Sin dal 6 novembre 2015, giorno dell’evasione di Fabio Perrone, ad oggi, solo grazie all’alta professionalità della polizia penitenziaria si sono evitati eventi critici di maggiori entità. Per questa ragione le iniziative devono essere immediate e volte ad evitare che si concretizzi, in qualche forma ancora più eclatante, una vera e propria università della criminalità organizzata”.