È festa (2)

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focara2009

Novoli (Le) – Ci siamo: fuoco alle batterie e l’emozione diventa la voce del roboante scoppio di mille luci e mille ancora nel cielo buio d’una notte attesa per tutto l’anno.

Arderà imperiosa e mastodontica la Fòcara, a tratti presuntuosa … Sembra quasi viva, appare come fosse la memoria di tutti i novolesi che, a occhi chiusi, riesce a udire il lento rimbombo di ogni singola fascina che brucia portandosi via le negatività di tutto l’anno e lasciando la speranza che da quelle ceneri, così come la Fenice, rinasca ognuno di noi.

Siamo così noi novolesi, siamo sognatori, un po’ bambini e tanto fanatici e quel falò che amiamo dovrebbe riuscire ad ardere anche tutte le vanità di una festa che oramai ha assunto dimensioni enormi per un piccolo paese come Novoli.

La festa di Sant’Antonio Abate (che dovrà chiudere un po’ gli occhi dall’alto della sua nicchia notando che per alcuni è passato in secondo piano rispetto a quella Fòcara costruita da sempre solo e soltanto in sua devozione) è l’evento più importante per ogni novolese. Si vivono questi giorni con l’ansia e la gioia di chi non aspetta altro per essere felice.
È da sempre la festa delle critiche, ce ne sono di tutti i tipi, di tutti i generi, a volte esagerate e fuori luogo, ad esempio quest’anno si è criticata la forma non proprio precisissima della Fòcara: “è storta”, è stato scritto da tantissime persone sui social, dimenticando che riesce ad ardere, anche se non è dritta; a onor del vero bisogna dare atto all’Amministrazione Marzo Vetrugno di aver accompagnato quest’evento nell’olimpo degli eventi salentini, anche se tutto è gestito in modo troppo “personalistico”…

Ma oggi è festa, magari le disamine e gli appunti li faremo quando calerà il sipario. Ora si è appena alzato, gustiamoci lo spettacolo. L’anno che verrà lo vivremo al prossimo giro di clessidra, anche perché in primavera a Novoli si voterà e ci sarà tanto da lavorare e tanto da spiegare ai cittadini novolesi.

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Ora divertiamoci coi colori di una tradizione che non morirà mai e non pensiamo a null’altro. Evviva Sant’Antonio Abate.

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