Una rosa per San Valentino

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Didascalia immagine: John William Waterhouse, The Soul of the Rose, 1908

Nel giorno della festa degli innamorati, pur essendo una consuetudine, è sempre molto bello donare rose ad una donna.

Per la ricchezza e varietà di colori possiamo immaginare la rosa come un autentico arcobaleno dei sentimenti tanto che possiamo regalarla alla mamma, alla sorella, all’amica, alla figlia e alla propria compagna di vita perché si tratta di un fiore desiderato da tutte coloro che lo ricevono, messaggero di felicità, come recita Rosa fresca aulentissima (Cielo D’Alcamo) ove «le donne ti disiano, pulzell’ e maritate».

Appartiene alla famiglia delle rosacee senza, naturalmente, sottacere la metafora e la similitudine, soprattutto in ambito poetico, della donna alla rosa. Se già nella mitologia rappresentava il fiore sacro a Venere, ancora oggi, per la sua bellezza e per il suo profumo, con tutte le sue luminose sfaccettature espresse dai petali, il colore rosso, in particolare, rappresenta l’amore e la passione.

Se le rose senza spine che crescono nel Paradiso, secondo la tradizione cristiana, sono i fiori della Vergine Maria, anzi lei stessa è rosa tra le rose, fiore tra i fiori, come ben esplicitato in una Cantiga de Santa Maria «Rosa das rosas e fror das frores» (XIII sec.), ritornando all’umanità terrena l’esperienza amorosa può rappresentare un valore aggiunto come nelle Due rose fresche et colte in Paradiso di petrarchesca memoria che rimandano ad un bel dono di un amante antiquo e saggio.

Ciò a cui bisogna stare attenti è il colore ed il modo in cui si dona questo fiore in quanto, com’è noto, assume diversi significati. Se, per esempio, il colore bianco è associato all’innocenza, all’amore puro, ecc., e l’arancio all’entusiasmo, quando una rosa presenta il bocciolo chiuso rimanda alla purezza, diversamente da quando sta per sbocciare rappresenta la freschezza e la bellezza della gioventù.

Attingendo ancora ad opere poetiche ricordo un passo della celebre ballata di Poliziano I’ mi trovai, fanciulle, un bel mattino ove una fanciulla rivive in certo modo la percezione umanistica che rimanda al carpe diem mentre vede le rose, le coglie e se ne riempie il grembo provando un dolce piacere. Successivamente, quasi monito, aggiunge: «Quando la rosa ogni suo’ foglia spande, / quando è più bella, quando è più gradita, / allora è buona a mettere in ghirlande, / prima che sua bellezza sia fuggita: / sicché fanciulle, mentre è più fiorita, / cogliàn la bella rosa del giardino». Il tema della bellezza è associato a quello amoroso ove, nella visione poetica del Poliziano, sembra quasi restituire una percezione estatica della fanciulla visto il riferimento al profumo inebriante del fiore.

Per alcuni aspetti sembra di vedere la figura femminile de Lo Spirito della Rosa del preraffaellita Waterhouse che raffigura una donna rapita dal profumo di una rosa.

Ritornando al giorno degli innamorati e tenendo a mente la saggezza popolare che recita «non c’è rosa senza spine» non posso non citare la poesia di Baudelaire: «L’amour est une rose, / chaque pétale une illusion, / chaque épine une réalité». (L’amore è una rosa, /ogni petalo un’illusione, /ogni spina una realtà).

Buon San Valentino a tutti, ricordando che avvicinarsi ad una rosa comporta, imprescindibilmente, l’accettazione delle spine poiché se in botanica assolvono il compito di difesa da alcuni predatori, nell’amore sono come barriere nei confronti di chi non sa apprezzare la bellezza di questo nobile sentimento.

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Compositore, Direttore d’Orchestra, Flautista e Musicologo. Curioso verso ogni forma di sapere coltiva l’interesse per l’arte, la letteratura e il teatro, collaborando con alcune riviste e testate giornalistiche. Docente presso il Conservatorio di Perugia, membro della SIdM (Società Italiana di Musicologia), socio dell’Accademia Petrarca di Arezzo, dal 2015 ricopre l’incarico di Direttore artistico dell’Audioteca Poggiana dell’Accademia Valdarnese del Poggio (Montevarchi-Arezzo).

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