Gli “Amici di Anastasia” oggi al polo oncologico di Lecce, per donare giochi e sorrisi ai piccoli degenti

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Lecce“Anastasia c’è, non è mai andata via”. Non sono le semplici e meste parole ripetute litanicamente da una madre in ricordo di sua figlia, scomparsa appena undicenne nel 2014. Tutt’altro: è lo slogan che, dal settembre di quello stesso anno, guida i passi di Antonella Alfarano di altre decine e decine di volontari che, oggi, a Racale, rappresentano l’Associazione ONLUS “Amici di Anastasia” e continuano, con il loro impegno, a tenere viva la memoria di questa bambina, Anastasia Protopapa, per l’appunto, prematuramente scomparsa nel reparto di Oncoematologia Pediatrica dove, stamane, un gruppo, in rappresentanza dell’associazione, si è dato appuntamento, accompagnati dal sindaco di Racale, Donato Metallo, per donare ai bimbi ricoverati, tablet e giocattoli di ogni genere. Un modo per alleviare la pena dei tanti piccoli degenti ricoverati lì in attesa di riconquistare la “libertà” di cui sono stati prematuramente privati.

Un momento semplice, quello di oggi, ma vissuto con intensa empatia. Nulla di particolarmente eclatante: un incontro, un abbraccio e tanta allegria a ritmo di musica, contagiosa per bimbi e adulti.

Soprattutto un momento di scambio: i volontari hanno infatti donato, oggi, il frutto del loro impegno, a seguito di una serie di attività di sensibilizzazione promosse nel corso dei mesi estivi sia a Racale che nelle limitrofe località marine.

“Anastasia è sempre presente – dice mamma Antonella – ed è grazie a lei se oggi siamo qui. Per dar vita al suo sogno”, che altro non era che quello di donare e donarsi, anche attraverso la clownterapia, prodigandosi per alleviare le sofferenze fisiche e sociali di chi soffre.

“Una giornata importante – dice Donato Metallo, primo cittadino di Racale, facendo eco ad Antonella Alfarano – oggi siamo qui ed è una esperienza che non lascia indifferenti, ti scombussola dentro. Fra tanta inspiegabile ingiustizia sociale, apprezziamo ed incoraggiamo il lavoro di tanti bravi medici e volontari che si sforzano di rendere meno dolorosa la quotidianità di tanti degenti che sperano in un futuro più luminoso. A loro, io confermo tutta la disponibilità mia e dell’Istituzione che rappresento, dicendo pure: se c’è bisogno di guardarsi negli occhi e poter essere utili, noi siamo qui”.