Gabriele Prete “Paroliere” ci racconta come nasce una canzone

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Gabriele PreteCopertino (Le) – Avete mai sentito parlare dei “parolieri”? Sapreste indicare con esattezza di cosa si occupano? La definizione di paroliere, riportata su qualsiasi dizionario è la seguente: “autore di testi per canzoni, commedie musicali, in particolare chi adatta i versi ad una musica già scritta”.
Dunque stiamo parlando di un’arte, una dote particolare: riuscire ad accostare sapientemente musica e parole. E si tratta di un talento innato che non è detto che sia connaturato a tutti i poeti o scrittori in genere.

Paisemiu ha avuto modo di conoscere Gabriele Prete come uomo, poeta, cantante e paroliere. 
Gabriele, trentasette anni ben portati, sposato e padre di un figlio, è un ferrista per la sala operatoria di cardio-chirurgia nell’Ospedale “V. Fazzi” di Lecce. A noi, però, ha raccontato dell’altra sua passione, quella del paroliere, per l’appunto.

Chi è Gabriele Prete “Paroliere”?
Da un po’ di anni ho deciso di “specificare” il mio nome aggiungendo “paroliere”, perché volevo identificarmi in quanto è da un po’ di tempo che coltivo la passione per la scrittura. Scrivo poesie da dieci anni. Ora, da circa un paio di anni, mi sto dedicando alla scrittura di testi di canzoni.

In passato quando scrivevi poesie, avevi come la percezione di scrivere dei testi di canzoni?
Il canto è un’altra delle mie passioni. Ho frequentato una scuola di canto a Lecce e, finito il corso, ho provato a fare delle esperienze, ossia un po’ di gavetta: ho partecipato a concorsi canori, selezioni ecc. Nel 2009 ho superato due selezioni per il talent show “X Factor”.

Le porte chiuse in faccia ti hanno mai scoraggiato?
No, perché ho sempre fatto le mie esperienze con la consapevolezza che gareggiavo con altri talenti potenzialmente più bravi di me e che, comunque, anche dalle esperienze negative avrei potuto imparare qualcosa. La passione per il canto non l’ho mai abbandonata finché qualcuno non mi ha fatto notare che avevo talento anche nello scrivere canzoni. E da lì è cominciato il mio percorso come Paroliere.

Chi ha scoperto questo tuo talento?
Frequentando un corso di “Song Writer” a Copertino, presso una scuola di teatro, ho avuto l’onore di conoscere Roberto Zappalorto, una persona ho apprezzato fin da subito per l’umanità e, soprattutto, perché è un rinomato talent scout di cantanti ed autori e scrive testi di canzoni per artisti famosi.
Zappalorto ha creduto in me sin dall’inizio e mi ha chiesto di collaborare con lui, ossia di terminare i testi che aveva iniziato e di scriverne dei nuovi. Abbiamo cominciato a “far uscire fuori dal mio computer” i testi delle mie canzoni ed a farli pervenire a cantautori e cantanti di un certo calibro a Roma e Milano; alcuni lavori sono anche stati inviati a giovani in gara ad “Amici” di Maria De Filippi.

Visto che Roberto Zappalorto, ha scoperto il tuo talento come paroliere, ci sembra doveroso conoscere qualcosa di più in merito alla sua vita ed esperienze… Potresti spiegarci meglio chi è e di cosa si occupa?
Roberto Zappalorto, è musicista cantautore-autore-produttore ed arrangiatore nonché pianista-tastierista e buon chitarrista acustico, romano di origine Cortonese, fin da piccolo va incontro alla musica ascoltando principalmente i cantautori italiani ed il pop anglo-americano attingendo e ispirandosi in seguito alla loro espressione e scrittura musicale. I primi passi  si contraddistinguono con varie formazioni di complessi e in esibizioni dal vivo come pianista/chitarrista e cantante sotto il nome d’arte “Zappy” che  in seguito manterrà per molti anni.

Ritorniamo a te: quando scrivi una canzone utilizzi sempre le rime, pensi già ad una base musicale o nulla di tutto ciò?
Generalmente mi piace utilizzare le rime, ma non è una regola fissa. Per quanto riguarda la musica, in genere scrivo il testo e poi la musica e gli arrangiamenti vengono dopo. All’inizio pensavo che scrivere una canzone fosse semplice come lo è per me scrivere una poesia. in realtà non è semplice e, per questo la scuola, di Song Writer mi è stata molto utile, perché ho imparato tecniche e trucchi per scrivere una bella canzone. Comprimere un pensiero, un sentimento in pochi versi non è affatto semplice. Dopo la stesura della canzone bisogna collaborare per far sì che arrangiamenti, testo e musica siano armonici. Per fortuna, io so cantare ed è uno step in meno, perché riesco a dare un’idea di come verrà la canzone in tempi più brevi.

Come nasce una tua canzone?
Principale fonte d’ispirazione sono i miei affetti, mio figlio. L’ispirazione nasce sempre da un’esperienza vissuta in prima persona o leggendo attraverso gli occhi degli altri. Non aspetto grandi cose dalla vita di tutti i giorni. Io cerco di vedere le piccole cose, perché in esse c’è l’infinito. Sono convinto del fatto che tutti sappiamo emozionare ed emozionarci, ma non tutti riusciamo ad esprimerlo allo stesso modo. Io canto e mi libero. Il sabato mattina, ad esempio, lo dedico da sempre al canto. Mi reco nella mia casa di mare e do libero sfogo alle mie emozioni: canto e sto meglio. Quando scrivo una canzone cerco sempre di descrivere qualcosa che possa emozionare e, che, dunque parli di vita vissuta, di sentimenti universali.

Come fai a coniugare il tuo lavoro in sala operatoria con questa tua passione che si potrebbe definire opposta alla tuo modo di operare in ospedale?
Riesco perfettamente a distinguere la sfera professionale da quella dei sentimenti e degli hobbies. Sono una persona che ci mette l’anima in tutto quel che fa, ma nel mio lavoro è molto importante non farsi prendere dalle emozioni e cercare di rimanere freddi e distaccati dal melessere del paziente per intervenire istantaneamente e con la giusta scrupolosità. Poi, quando torno a casa, mi sento libero di esternare emozioni e sentimenti con la mia famiglia, gli amici e prendendo carta e penna o un microfono in mano. Direi che “ogni tempo o luogo” è buono per scrivere o cantare!

Cosa ti auguri per il futuro?
Sto partecipando a vari concorsi di poesia e per cantautori, come “Genova per voi” che è dedicato agli autori di canzoni. Il ragazzo che ha vinto la scorsa edizione ha scritto la canzone “Incanto” di Tiziano Ferro. Dunque è un ottimo trampolino di lancio. Il mio auspicio è farmi conoscere e che i testi delle mie canzoni vengano apprezzati e cantati da cantanti famosi. Ciò che m’interessa, il mio sogno, è quello di far emozionare con le mie parole. Non m’interessano i guadagni o la vana popolarità. Ho un lavoro e una famiglia qui. Sono molto legato al Salento, ma per avere visibilità, un po’ come hanno dovuto fare tanti talenti devo fare la spola tra Roma e Milano e lo sto facendo con determinazione, ma rimanendo sempre con i piedi ben ancorati al suolo.