Re Giorgio ha abdicato, al via il toto presidente

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saluta napolitanoUnico presidente della storia repubblicana rieletto alla carica più alta dello Stato, Giorgio Napolitano ha lasciato il Quirinale ed è tornato nella sua residenza privata nel cuore del quartiere Monti. Questo il comunicato:

”Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato questa mattina, alle ore 10.35, l’atto di dimissioni dalla carica. Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, sta provvedendo a darne ufficiale comunicazione ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati e al Presidente del Consiglio dei Ministri”.

Nel suo ultimo discorso Napolitano ha richiamato tutte le componenti della classe politica alle proprie responsabilità, soprattutto chi ha responsabilità di governo: “Se non apriamo a questi ragazzi nuove opportunità, la democrazia è in scacco, ognuno deve fare la sua parte, guardare avanti con realismo e fiducia, cogliere l’occasione per uscire dall’abituale frastuono e da ogni calcolo tattico”, una indicazione politica ben chiara. Mentre Governo e Parlamento si preparano a seguire la procedura che porterà all’elezione di un nuovo Presidente della Repubblica, per il toto Quirinale, sono tre  i nomi dei maggiori papabili, stando a quanto dicono i rumors dei palazzi; ricordando quanto accaduto nel 2013, con lo stallo e le votazioni a sorpresa che hanno portato a clamorose bocciature, bisogna tenere a mente che: quando si tratta dei nostri politici, nulla è come sembra. Quindi, pare che le figure più gettonate a succedere a Re Giorgio come Capo dello Stato siano:Romano Prodi, Pier Carlo Padoan e Ignazio Visco.

I nomi di Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia e di Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, sarebbero frutto e conseguenza di una linea europeista, due figure importanti, autorevoli, stimate e conosciute da tutta Europa, con un profilo economico in grado di dare sicurezza sul futuro della Nazione; ci sarebbe da disquisire sul concetto di sicurezza che la Nazione, quella reale, vorrebbe avere. Tra gli altri nomi in lizza Sergio Mattarella, la cui candidatura a quanto sembra  è osteggiata da parte dei berlusconiani. Altri candidati con scarse probabilità e quindi da considerare minori, sarebbero: Walter Veltroni, Dario Franceschini e Pier Ferdinando Casini. Discorso a parte merita l’ipotesi della candidatura dell’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi che è stata rilanciata pochi giorni fa da Pierluigi Bersani (il quale deve soffrire di memoria corta) e sarebbe addirittura gradita all’interno del Partito Democratico, nonostante i ricordi di quanto accaduto nel febbraio 2013 continuino a fare paura. E giusto per non farsi mancare nulla, potrebbe prendere piede l’ipotesi che sia proprio Pietro Grasso, attuale presidente del Senato a succedere a Giorgio Napolitano, un politico e un magistrato capace di unire un Parlamento spaccato.

Il fantasmagorico e funambolico presidente Renzi è sicuro: “L’elezione dell’inquilino del Quirinale andrà liscia come l’olio, non si ripeterà quanto successo due anni fa. A vincere sarà l’unità del Paese, non ci sono accordi sottobanco o franchi tiratori che tengano”.

Appare dunque fondamentale che il prossimo Presidente della Repubblica sia una personalità capace di imporre la propria autorità anche oltre i confini nazionali. Una figura conosciuta e apprezzata in tutto il continente, in grado di porsi come”garante” dell’Italianei difficili mesi a venire.

Abbiamo parlato di personalità, non abbiamo detto come i più “un uomo” perché sarebbe auspicabile che, a salire al colle, fosse finalmente una donna; non abbiamo detto “cattolico” e “democratico” in quanto, in uno stato laico, la figura del Presidente della Repubblica deve realmente essere al di sopra delle parti anche dal punto di vista della religione, forse perché la libertà di culto è un valore intrinseco della nostra nazione; non abbiamo detto “democratico” perché la definizione è superflua, in quanto, l’istituzione che la figura rappresenta, è la più alta espressione della democrazia.

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