Santa Maria stella del giorno, mostra il cammino verso Dio e guidaci

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Maggio, mese dedicato alla Madonna, è il periodo in cui la musica contribuisce a lodare e raccontare le sue gesta, autentica icona di donna e di madre. Il suo nome risuona in ogni repertorio di qualsivoglia periodo storico compreso quello popolare ove il canto Mira il tuo popolo, o bella Signora, rappresenta uno degli esempi più noti.

In questa occasione, nel giorno della ricorrenza della festa della mamma, il focus si incentra su un repertorio monodico del XIII sec. (oltre 420 composizioni), compreso in quattro codici manoscritti provenienti dalla corte ispanica di Alfonso X el Sabio. Il corpus, conosciuto come Cantigas de Santa Maria, si inserisce all’interno della poesia e della musica sacra europea, ove sono evidenti influenze dei trovatori e dei menestrelli scritte in gallego, nella maggior parte nella forma ABA.

Il Codice Toledano (oggi Biblioteca Nacional di Madrid [ms.10069]), con 160 fogli pergamenati in lettere francesi, comprende ben 128 composizioni in notazione musicale dell’epoca e trascritte nel 1922 da J. Ribera. Presso la Biblioteca del Monastero dell’El Escorial si conserva un altro codice (j.b.1) contenente 198 composizioni con caratteristiche simili al precedente alle quali si aggiunge una ricca presenza di miniature importantissime dal punto di vista iconografico. Il più considerevole come numero è l’altro codice (j.b.2), sempre all’ El Escorial con 417 cantigas e alle stesse peculiarità si aggiungono 40 miniature. L’ultimo è un codice a Firenze (Biblioteca Nazionale) con 104 composizioni. Pur incompleto, presenta composizioni che non risultano negli altri codici, varianti significative e 131 fogli con lettere gotiche, sempre del XIII secolo. Le composizioni, per le sue caratteristiche, vengono divise in Cantigas de nuestra Señora (sintesi dei miracoli e dei racconti alla Vergine) e le cantigas de loor (canto inteso come lode, riflessione e preghiera).

Queste composizioni sono molto interessanti sia dal punto di vista poetico che musicale nonché iconografico, in particolare, per conoscere gli strumenti musicali dell’epoca.

Nei canti, storia e tradizione si fondono nella devozione mariana, ovvero in quella «sicura garanzia di protezione materna» (Benedetto XVI).

In questa occasione si propone Santa Maria Strela do dia (f. CLVI r, n. 100). Dal punto di vista percettivo è un crogiuolo di misticismo e di varie tradizioni ove si fondono testo e musica. Quest’ultima, secondo le indicazioni di Guido Monaco, offre due caratteri distinti ove al primo modo grave (protus) segue quello angelico del settimo (tetrardus autentico) ben distinguibile nella parte centrale. A te, Madre celeste, affidiamo le nostre sofferenze e le persone che, soprattutto in questo periodo, ci hanno lasciato convinti che «la tua saggezza più di ogni altra cosa ci può guidare in Paradiso».

Compositore, Direttore d’Orchestra, Flautista e Musicologo. Curioso verso ogni forma di sapere coltiva l’interesse per l’arte, la letteratura e il teatro, collaborando con alcune riviste e testate giornalistiche. Docente presso il Conservatorio di Perugia, membro della SIdM (Società Italiana di Musicologia), socio dell’Accademia Petrarca di Arezzo, dal 2015 ricopre l’incarico di Direttore artistico dell’Audioteca Poggiana dell’Accademia Valdarnese del Poggio (Montevarchi-Arezzo).

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