“Prima che venga domani”: la poesia va in scena con Anna Maria Colomba

0
117


Annamaria Colomba, autrice salentina dai molteplici interessi, ripercorre, mediante il verso poetico, la parabola della vita con i suoi eventi, soffermando la propria attenzione su particolari momenti dell’esistenza che magistralmente accenta.

È nota nell’ambiente culturale leccese anche come valente attrice e le sue performances hanno sempre riscosso grande successo di critica e di pubblico, grazie al suo carattere gioviale e la sua sottile ironia che ritroviamo in maniera marcata nelle sue opere.

In “ Prima che venga domani ” ella traduce in versi il proprio vissuto condividendolo con i lettori. Del resto, la poesia vive e si nutre di sentimenti che tanto sono forti, quanto più traducono i moti dell’animo e ne portano alla luce aspetti che vengono celati dal quotidiano in una parte di noi.

La poesia di Annamaria Colomba si avvale del verso libero in un esercizio di ritmica e sonorità di rara bellezza ed è proprio in questo esercizio poetico di armonia e musicalità, che l’autrice cerca di “trasfondere” nel lettore atmosfere dell’intimità.
La sua poesia evoca proprio delle immagini ben definite che per alcuni possono sembrare familiari, perché in fondo la poesia non parla con un linguaggio universale?

La nostra autrice divide il suo libro in cinque sezioni e in ognuna di esse cala la propria vita, i suoi affetti, le sue passioni.
Dedica la prima parte al suo grande affetto che è la madre scomparsa, alla quale deve un’infanzia meravigliosa che vorrebbe rivivere attraverso i racconti di” streghe e maghi”.
Anche gli oggetti di uso quotidiano, come la borsa dell’acqua calda appesa solitaria sul muro, diventano la metafora della solitudine e dell’abbandono a cui essa stessa è stata costretta dopo la scomparsa della madre.

Sofferenza per l’abbandono è quella che vive, inoltre, quando è il padre ad andare via o quando lei è costretta ad abbandonare la terra natia per trasferirsi lontano, al nord.

I suoi non sono solo sentimenti del privato, ma toccano anche il sociale quando la sua attenzione si sofferma sulla perdita dell’umanità, sulla fame negli occhi dei bambini, sulla guerra, sui viaggi in mare per la salvezza, sulla solitudine degli ultimi e pare rasserenarsi con il mondo solo quando descrive la sua passione che è il teatro.

In effetti Annamaria, scrive per elevare il suo spirito attraverso atmosfere ricercate, ma ciò che si percepisce dalla lettura di questo testo, è la voglia di manifestarsi a se stessa, mediante la concettualizzazione di certe circostanze, di alcuni oggetti, di taluni sentimenti.

È il suo un poetare intorno a… dentro a… su le cose.