A Lecce il colloquio internazionale di studi  per “scoprire”  il ruolo di Leonardo da Vinci nella storia dell’arte

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Sfrondare l’immagine di Leonardo dalla retorica del “genio universale”, per rivendicarne il ruolo principalmente alla storia dell’arte. E’ questa l’idea alla base del Colloquio Internazionale “Leonardo da Vinci, un tema per la storia dell’arte”, organizzato dal Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento, con il patrocinio della Provincia di Lecce.


Lecce – Il prestigioso Convegno di studi si svolgerà domani, giovedì 21 e venerdì 22 novembre nella Sala Conferenze del Rettorato dell’Università del Salento (Piazzetta Tancredi 7), a Lecce, e vedrà la partecipazione di studiosi di fama internazionale sia italiani (Milano, Perugia, Pavia, Roma), sia provenienti da tutto il mondo: Londra, Colorado, Oxford, New York, Amiens, Patrasso, Ginevra.

Con questa iniziativa, il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento partecipa alle manifestazioni e ai convegni organizzati in Italia e all’estero per il quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci.

Il Colloquio internazionale si aprirà domani, giovedì 21, alle ore 9.30 con il saluto del presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva e delle altre autorità. Al via, poi, la prima sessione dei lavori presieduta da Francis Ames-Lewis (University of London). Previsti gli interventi di  Claire Farago (ore 10), University of Colorado Boulder, su Melzis’s Book on Painting and Leonardo da Vinci’s artistic pratice, di Matthew Landrus (ore 10.30), University of Oxford, su Leonardo’s book on mechanics, as a contribution for painters, di Robert Simon (ore 11), art dealer and critic, New York, su Silent Witnesses of the Salvator Mundi, di Ioannis Dimitrakopoulos (ore 12), University of Patras, Grecia, su Leonardo da Vinci’s reference to the Aristotle-Alexander the Great legend: sources and meaning, di Tommaso Mozzati (ore 12.30), Università di Perugia, su Leonardo e il monumento a Francesco Sforza: il progetto, i modelli e l’eventuale collocazione, di Laura Aldovini (ore 13), conservatore dei Musei Civici di Pavia, su Io insegno il modo di ristamparli con ordine: Leonardo e l’incisione. Al temine, spazio alla discussione.

Nel pomeriggio, la seconda sessione, presieduta da Philipphe Sénéchal, Universitè de Picardie Jules Verne, Amiens, si aprirà alle ore 15, con gli interventi di Angelo Romano, Università del Salento, su Appunti sui soggiorni romani di Leonardo da Vinci: implicazioni storiche e culturali. A seguire i contributi di Claudio Crescentini (ore 15.30), Curatore Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali Roma, su Leonardo visto da Michelangelo. Confluenze, convergenze e confronti, Marco Ruffilli (ore 16), Università di Ginevra, su Leonardo in Armenia. Un capitolo orientale del suo mito, Letizia Gaeta (ore 17), Università del Salento, su L’Adorazione dei Magi di Bartolomé Ordònez e altri rimandi leonardeschi a Napoli nel primo Cinquecento, Massimo Guastella (ore 18), Università del Salento, su Da Leonardo. Transiti nelle arti visive di età contemporanea.

La seconda giornata di lavori sarà venerdì 22 novembre, presieduta da Marco Tanzi, dell’Università del Salento. L’avvio è previsto alle ore 10 con l’intervento di Edoardo Villata, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sul tema Leonardo e Memling. Seguiranno i contributi di Chrysa Damianaki (ore 10.30), Università del Salento, su Il ritratto della Belle ferronière: per un riesame stilistico e iconografico, Francesca Tasso (ore 11), conservatore del Castello Sforzesco di Milano, su Dalla Sala delle Asse alla Camera dei Moroni: novità emerse dal restauro degli affreschi leonardiani, Piergiuseppe Anselmi (ore 12), critico e scrittore, su Potrebbe essere Leonardo da Vinci l’autore del Prospettivo Milanese?.  Alle ore 12.30 la discussione e poi conclusione del Colloquio.

Spiegano gli organizzatori: “I partecipanti portano avanti differenti istanze metodologiche, ma sono accomunati dall’avere al loro attivo importanti studi su Leonardo senza essere in senso stretto leonardisti. Si ritiene, infatti, che oggi sia indispensabile sottrarre la figura di Leonardo dall’esasperato specialismo in cui spesso è stato relegato, a favore di una considerazione aperta su un orizzonte storico e critico più ampio”.

Il convegno proporrà approfondimenti su opere di Leonardo note o ritrovate, oppure mai condotte in porto. Altre indagini punteranno sui rapporti di Leonardo con i suoi contemporanei, modelli, colleghi o rivali, o esploreranno i rapporti di Leonardo con tecniche poco considerate in rapporto a lui o su attività collaterali, ma sempre legate alla pratica artistica.

“Non mancheranno nuove proposte sulle teorie artistiche di Leonardo, rapportate alle effettive opere pittoriche e alla sua cultura filosofica, sulla loro diffusione, sulle sue influenze in aree poco o per nulla indagate dagli studi vinciani, come Napoli e l’Armenia. Una assoluta novità, sostenuta da Piergiuseppe Anselmi, sarà l’attribuzione leonardesca delle Antiquarie Prospetiche Romane. La presenza di chair di grande prestigio a presiedere le varie sezioni (Francis Ames-Lewis, Philippe Sénéchal, Marco Tanzi) garantisce che anche la fase di discussione sarà particolarmente impegnata e innovativa”, concludono.