Porto Cesareo, per l’incendio all’imbarcazione ci sarebbe un primo responsabile

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Porto Cesareo (Le) – A Porto Cesareo, ci sarebbe un primo denunciato per l’incendio dell’imbarcazione di sette metri ormeggiata sulla banchina della Riviera di Ponente, precisamente nello specchio acqueo di “Puertu Picciu”, di proprietà di un professionista 54enne del luogo, avvenuto nella notte a cavallo tra sabato e domenica.

Si tratterebbe di un uomo del posto, di professione pescatore che, a dire degli inquirenti, i carabinieri del locale comando guidato dal maresciallo Antonio Palamà in collaborazione con il Norm della Compagnia di Campi Salentina, sarebbe stato ripreso più volte e da diverse telecamere di videosorveglianza della zona nei pressi del luogo ove si è consumato il rogo, in una finestra temporale coincidente con l’ora in cui è avvenuto l’incendio, le 21.30 circa.

A notarlo sono stati diversi residenti e cittadini che a quell’ora che si trovavano in quella zona del centro del paese. Dal vano motore del natante improvvisamente si è levata, infatti, una fittissima coltre di fumo scuro e lingue di fiamme che, in pochi minuti, hanno completamente avvolto l’imbarcazione. Fuoco alto, per intenderci, visibile anche a distanza.

Solo il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri ha scongiurato l’incendio delle altre barche ormeggiate nei pressi del natante danneggiato.
Dopo i rilievi dei caschi rossi che hanno prima domato le fiamme e poi ispezionato il natante alla ricerca di eventuali indizi, sono partite le indagini degli inquirenti che hanno ascoltato in prima battuta il proprietario, che ha dichiarato “di non avere assolutamente subito minacce”.

Si lavora comunque ad una doppia ipotesi, quella finora maggiormente accreditata del corto circuito elettrico, ma anche quella dell’eventuale sfregio per questioni legate proprio al posto barca. Sembrerebbe infatti da una prima ricostruzione, che qualche settimana addietro, alla stessa imbarcazione parcheggiata in altro punto del porto, fossero state tagliate le cime. Da qui la decisione di spostarla in altro punto, peraltro solitamente utilizzato da uno stretto parente peraltro pescatore professionista. Ma come detto, l’ipotesi per ora più accreditata sia quella dell’innesco elettrico aumentato dall’alta umidità. Resta inteso che il fatto accaduto ha destato preoccupazione fra i cesarini.