Ladre in trasferta a Lecce, denunciate e allontanate dalla polizia

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polizianotteLecce – Trasferta infausta a Lecce per tre ladre brindisine che, nel pomeriggio di ieri, sono state fermate, in via Sauro angolo via Imperatore Adriano, da una volante della polizia. Una delle tre donne era già nota ai poliziotti in quanto nel settembre del 2004 era stata dagli stessi denunciata per furto. Alla richiesta di fornire i documenti d’identità e di perquisire le vistose borse che avevano con sé, le donne hanno sostenuto di non avere documenti al seguito e si sono mostrate infastidite per il controllo, una di loro tra l’altro ha chiesto di interpellare il suo avvocato, un’altra invece ha ribadito che gli agenti non potevano controllare le sue generalità e il contenuto della borsa in quanto uomini.

Ciononostante i poliziotti hanno appurato che le borse in possesso delle donne erano schermate con un sottofondo in alluminio per eludere i sistemi d’allarme anti taccheggio.

Successivamente le fermate dichiaravano essere giunte a Lecce in treno, tuttavia essendoci un mazzo di chiavi corrispondenti ad una Smart in una delle borse che, guarda caso, apriva proprio una delle auto vicino alla quale le tre si trovavano, è stata controllata anche l’autovettura in questione.

All’interno della Smart Fourfour  sono state trovate tre carte di identità corrispondenti alle tre donne brindisine; due oggetti metallici per staccare le placche antitaccheggio e un cappello in lana marca Adidas completo ancora di tagliando di marca, di prezzo e di placca antitaccheggio, palesemente di provenienza furtiva.

A questo punto una delle fermate, vista la situazione, ha cercato di allontanarsi ed opponendo resistenza nei confronti dei poliziotti.

Al termine degli accertamenti le tre brindisine, rispettivamente di 35, 38 e 21 anni sono state indagate in stato di libertà per ricettazione, una di loro anche per resistenza e, visti i numerosissimi precedenti penali per furto, anche allontanate dal Comune di Lecce con foglio di via obbligatorio che impone ad esse il divieto di fare ritorno in questo capoluogo per tre anni.

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