Trent’anni dalla strage di Capaci: il ricordo del Salento

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Lunedì 23 maggio ricorre il trentennale della strage di Capaci nella quale persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Un avvenimento, il più tragico ed efferato attentato di Cosa Nostra ai danni dello Stato, che ha segnato non solo la storia del nostro Paese, ma anche della nostra regione, perché pugliesi erano Antonio Montinaro e Rocco Dicillo.

A distanza di trent’anni dalla strage, la Regione Puglia ha scelto di commemorare attraverso una serie di iniziative le vittime simbolo della difesa della libertà e della dignità degli italiani contro la mafia.

Nella mattinata di Sabato 21 Maggio si è svolto il primo importante evento: il liceo Capece di Maglie ha ospitato infatti il magistrato Giannicola Sinisi, Sostituto Procuratore Generale in servizio presso la Corte d’Appello di Bari, già Sottosegretario e Deputato, che attraverso le sue parole ha ricordato la figura di Giovanni Falcone del quale è stato allievo da giovane. Dopo il saluto introduttivo della Prof.ssa Gabriella Margiotta, Dirigente del Liceo Capece, ha avuto luogo l’intervento del Presidente del CRIS di Poggiardo, dott. Sandro Tramacere. La Cittadella Universitaria di Poggiardo, ente di eccellenza nel campo della formazione universitaria e postuniversitaria, ha fortemente desiderato quest’incontro anche al fine di promuovere, soprattutto tra i più giovani, la cultura della Legalità. Inoltre, con Don Riccardo Agresti è stato introdotto il progetto “Senza Sbarre”, realizzato presso la Diocesi di Andria, strumento di accoglienza di detenuti ed ex detenuti che espiano le condanne con le misure alternative al carcere, finalizzato alla rieducazione, al reinserimento socio lavorativo ed alla riconciliazione con le vittime dei reati. Un ultimo intervento è stato infine quello dell’Ispettore Giuseppe Vantaggiato, Comandante del Distaccamento di Polizia Stradale Maglie.

Nella mattinata del 23 maggio, invece, nel Palazzo della Presidenza della Regione, sala Di Jeso, il presidente della Regione Puglia ha presentato un progetto che promuove la memoria e la cultura della legalità insieme alla Fondazione “Stefano Fumarulo” con Angelo Pansini, Tilde Montinaro sorella di Antonio, Maria Luisa Fumarulo, Roberto Venneri e Annatonia Margiotta, i sindaci di Caprarica, di Calimera e di Martignano. Era presente anche una rappresentanza degli studenti dell’Istituto Comprensivo Statale di Calimera, scuola frequentata in passato da Antonio Montinaro.

Anche Taviano ha ricordato il giudice Falcone domenica 22 Maggio alle ore 19.30 in piazza “Falcone e Borsellino” nell’ambito della rassegna culturale INCONTRI E SIPARI DI PERIFERIA, che si inserisce nel progetto dell’Amministrazione Comunale, finanziato dalla Regione Puglia, “Il valore della legalità – cantieri innovativi di antimafia sociale”. La cerimonia ha previsto, oltre al saluto istituzionale del sindaco Giuseppe Tanisi, una relazione introduttiva della Presidente del Consiglio Comunale, dottoressa Antonella Previtero, curatrice del progetto, e gli interventi di Benedetta Negro, referente Ascla  del progetto, e di don Giuseppe Venneri, direttore Caritas per la diocesi di Nardò – Gallipoli, sul tema:  “La mafia si nutre di povertà ed esclusione; come intervenire”. Ospite speciale Leonardo Palmisano, sociologo, dirigente d’impresa e giornalista autore di inchieste. Presidente della società cooperativa Radici Future Produzione, Palmisano è anche direttore artistico di Legalltria e membro del gruppo legalità della Direzione Nazionale di Legacoop. Analista di sistemi criminali e migrazioni, è inoltre coordinatore di progetti antimafia istituzionali, già insignito del Premio Livatino contro le mafie e della Colomba d’Oro per la Pace.

Infine, anche quest’anno, il 24 Maggio alle ore 19 a Calimera si celebrerà la messa in memoria di Antonio Montinaro officiata da Don Luigi Ciotti, per tenere sempre vivo il ricordo di un uomo il cui esempio deve incoraggiare tutti nel proprio impegno costante a favore della legalità, nella lotta alla criminalità mafiosa ed a tutte le illegalità.

Quella della Strage di Capaci, insieme a quella di Via D’Amelio, è una delle pagine più buie della storia italiana, che resterà per sempre impressa nella mente e nei cuori di tutti e che deve tuttora indurci a non smettere mai di coltivare la riflessione attraverso la memoria, poiché fare memoria è un dovere istituzionale per combattere e ribellarsi alle odierne ingiustizie, per dimostrare di esserci e per poter dire di aver scelto da che parte stare.